RIETI. A proposito di centrale a biomasse
“Ricevo in questi giorni continue richieste di informazioni, oltre a centinaia di lettere, da parte di cittadini montopolesi e farensi, relativamente al progetto, presentato in Provincia da una società, per la realizzazione di una centrale a biomasse in località Valle della Madonna nel comune di Fara Sabina. Credo ci sia da parte di tutti, anche a seguito della bocciatura del nucleare, la convinzione della necessità di indirizzare il Paese verso l’utilizzo di energie rinnovabili.
Questo obiettivo non può essere perseguito in maniera occasionale e disorganica ma necessita a monte di uno studio e di una pianificazione delle risorse disponibili ed utilizzabili che porti alla capacità di poter operare scelte tecniche e ambientali utili e credibili.
Il crescente interesse per la produzione di energia mediante la realizzazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili impone la necessità di valutare le reali dimensioni e localizzazioni delle disponibilità territoriali in modo da non compromettere la qualità ambientale dei territori a seguito della perdita quantitativa e qualitativa delle risorse; la possibilità inoltre data dall’art. 12 del Dlgs 387/03 e s.m.i. di poter costruire impianti alimentati da fonti rinnovabili in terreni agricoli e la forte richiesta di aree agricole sulle quali costruire in prevalenza impianti fotovoltaici o centrali a biomasse da parte degli investitori, comporta la necessità di una riflessione sull’utilizzo di queste aree e sulla vocazione del nostro territorio. Inoltre le linee guida approvate dalla Conferenza Unificata in data 8 luglio 2010 ai sensi dell’art. 12 comma 10 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n 387 che al punto 1.2 parte I afferma: ‘Le sole Regioni possono porre limitazioni e divieti in atti di tipo programmatorio o pianificatorio per la installazione di specifiche tipologie di impianti alimentati a fonti rinnovabili….’e le stesse linee guida al punto 17.2 parte IV riportano: ‘le Regioni conciliano le politiche di tutela dell’ambiente e del paesaggio con quelle di sviluppo e valorizzazione delle energie rinnovabili attraverso atti di programmazione …..Con tale atto la Regione individua le aree non idonee tenendo conto di quanto eventualmente già previsto dal piano paesaggistico e in congruenza con lo specifico obiettivo assegnatole’.
Questo, come Provincia, è quanto andiamo ripetendo alla Regione Lazio, unico Ente che può normare tali attività, e lo abbiamo fatto anche con due delibere di Giunta Provinciale, la n° 138 del 21 luglio 2010 e la n° 219 del 9 novembre 2010. Su questo tema lo stesso consigliere regionale Perilli ha formulato una interrogazione alla presidente Polverini senza ottenere risposta.
Purtroppola Regione Lazio ritiene che per la gestione dell’iter autorizzativo alla realizzazione di impianti di energia, da parte delle Province, possano essere sufficienti le linee guida nazionali e quindi rinuncia alla loro integrazione.
Quantosopra per chiarire il ruolo della Provincia di Rieti e delle altre Province laziali che, in assenza di strumenti programmatori regionali, altro non possono fare se non certificare le richieste e i progetti presentati in ottemperanza alle linee guida nazionali.
Personalmente sono convinto della necessità di diversificare l’approvvigionamento energetico anche con impianti di energie rinnovabili, ma tutto questo non può avvenire senza programmazione e senza un ritorno per l’intera comunità.
Nel caso specifico del progetto per la realizzazione di una centrale a biomasse da realizzare a Pontesfondato in località Valle della Madonna, condividendo le preoccupazioni delle centinaia di cittadini, esprimo tutta la mia contrarietà dovuta, non a considerazioni scientifiche sulla pericolosità o meno di tali impianti non avendo cognizioni certe su questo fenomeno, ma al fatto che il territorio sabino in generale e quella zona in particolare devono essere caratterizzate, come sono, dal classico paesaggio composto da colline olivate e coltivate dove l’agricoltura e l’allevamento di bestiame non abbiano commistioni con impianti industriali.
Quindi per meglio chiarire il mio personale pensiero ribadisco che sono contrario che nella zona di Pontesfondato venga realizzato l’impianto di energie rinnovabili a biomasse.
Ma perchè questo non resti solo un mio punto di vista bisogna che gli Enti coinvolti e i comuni di Fara e Montopoli sostengano questa tesi, come peraltro hanno già fatto negli ordini del giorno approvati nei rispettivi consigli comunali, e forniscano agli uffici provinciali preposti le motivazioni tecniche per scongiurare la concessione dell’autorizzazione unica del progetto”.
E’ quanto dichiara l’assessore alle Politiche Energetiche della Provincia di Rieti, Giancarlo Felici.


19/07/2012 







Prendendo atto del diniego da parte dell’Assessore Felici alla costruzione dell’inceneritore a biomasse in Valle della Madonna, ma nonostante l’ampia panoramica tecnologica fornita, penso che per quanto riguarda la sua nocività abbia tralasciato di consultare la relazione sulle biomasse redatta dall’ISDE e gli approfonditi studi fatti da eminenti luminari quali il Professor Federico Valerio, il dottor Rossano Ercolini, il dottor Stefano Montanari, la dottoressa Patrizia Gentilini ed altre centinaia d’illustri medici italiani e stranieri, per non citare oltre l’Istituto Nazionale di Ricerca sul Cancro di Genova ed altri rinomati centri, all’avanguardia, sullo studio e la nocività delle micidiali polveri sottili prodotte dalla centrale a biomasse sull’uomo. Gli effetti cancerogeni, ripeto cancerogeni, non si ripercuotono soltanto sulla popolazione nelle immediate adiacenze dell’eco-mostro, bensì colpiscono con le loro polveri letali, residenti, in un raggio di 15 km. Perché è bypassata e volutamente ignorata la DLGS del 13 agosto 2010, numero 155 che prevede che la qualità dell’aria presente deve essere preservata o migliorata? Soltanto l’osservanza di questa legge farebbe decadere immediatamente la richiesta per la costruzione di queste macchine infernali. E’ ampiamente dimostrato che non esistono filtri e tecnologie che possono trattenere le nano polveri. Perché avvelenare la gente? Per caso ha provato l’Assessore Felici ad abitare nelle vicinanze di una centrale a biomasse? Porterebbe i suoi familiari a respirare le nano polveri cariche di diossina, ossidi di azoto, idrocarburi policiclici aromatizzati, furani ed altri elementi fortemente nocivi? Da parte mia e dei miei famigliari sarebbe come imporre un suicidio di massa. L’INCENERTORE. Bieco strumento portatore di malattie e di morte, dove sono stati scritti trattati su trattati sulla sua produzione di tossicità. Un grave attentato alla salute che la popolazione COSCIENTE, DOCUMENTATA, ESASPERATA, INDIGNATA E DETERMINATA RIBADISCE con FORZA ** NO ALLA CENTRALE A BIOMASSE ** nella Valle della Madonna e su tutto il territorio di Fara in Sabina e paesi limitrofi. Cordialità. Paparusso Tommaso