RIETI. Continua lo scempio delle strade

“Stiamo ancora aspettando le risposte alle nostre note inviate alla provincia su quanto segnalato dalle associazioni sensibili a questo tema” Ad affermarlo è una notadel Centro Studi Europeo per la Sicurezza Stradale (Ci.Se.S.) che tra i suoi impegni primari conta quello della sicurezza e la cultura all’educazione stradale.«Le strade principali della Bassa Sabina – spiega il dr. Luca Frongia, presidente del centro studi – come quella della SP 657 che attraversano i comuni di Tarano – Forano – Stimigliano e Poggio Mirteto, si trovano a dir poco in condizioni fatiscenti. Su queste strade incontriamo impianti fissi o mobili e strutture che dovrebbero evitare incidenti stradali occultati da sterpaglia varia o non più leggibili». Non solo. «Altra faccia della medaglia – continuaFrongia – sono i lavori di ripristino di vari scavi fatti su questi tratti e non ripristinati correttamente, visto che si formano avvallamenti sul manto stradale con dossi e buche». Il presidente del Ci.Se.S. segnala anche guardrail fuori legge, cunette piene di detriti, paracarri divelti o abbattuti, segnaletica in disfacimento, asfalto sbriciolato e frane. «Alla sicurezza stradale – spiega Frongia – serve l’impegno di tutti dalle istituzioni locali e provinciali a quella della Regione Lazio per conto della sua controllata Astralspa. Credo che, al di là di tutto, quello che manca è la cultura civica di una legalità su strada». Basterebbe poco o nulla per intervenire seriamente e non come spesso accade di rituale prassi italiota si interviene a cavallo di tornate elettorali varie.  Serve un cambio di passo, un’accelerazione ed una svolta decisiva per dare risposte essenziali a questa questione che è passata di quarto livello, eppure esponenti politici della bassa sabina seduti nelle poltrone della provincia, della regione, e presso la massima istituzione politica quale il parlamento c’è ne sono, eppure rimane un silenzio assordante. L’utente della strada che sia automobilista, centauro, pedone o ciclista vuole percorrere strade in piena sicurezza e non trovarsi davanti a pericoli che possono mettere a repentaglio la propria e altrui incolumità. Potrà mai esserci una vera presa di coscienza da parte di chi e deputato a tutto ciò? Certo – continuail presidente del Centro Studi – ci troviamo davanti ad un momento di austerityper tutti e in special modo per gli Enti locali , ma  lo spending review potrebbe riguardare anche qualcheauto (blu) che ormai non sono piu blu, in dotazione a istituzioni periferiche ,e i soldi risparmiati potrebbero essere investiti nella sicurezza stradaleinteso come infrastrutture e non iniziative inutili. Inoltre spiegano dalCi.Se.S. “ridurre gli incidenti stradali avrebbe anche un riscontro economicopositivo” . «Ci vuole una maggiore certezza nei controlli e nelle sanzioni – ha detto Frongia – anche se bisogna ammettere che molti limiti di velocità sonoincongrui: a volte si passa da 90 a 50 a 30 chilometri orari nel giro di pochi metri. Inoltre, se le amministrazioni locali pensano di utilizzare i limiti di velocità per incamerare multe e per non essere considerate responsabili degli incidenti non va bene. Occorrono regole corrette e non regole che facilitino le violazioni».

 Centro Studi Europeo per la Sicurezza Stradale European Istitute for Road safety onlus

 Ente Istituzionale no-profit Onlus Ente riconosciuto dalla Carta Europea della Sicurezza Stradale della Comunità Europea Ente accreditato al Economic and Social Council presso le Nazioni Unite Ente accreditato al registro sulla trasparenza del Parlamento Europeo Ente accreditato all’Osservatorio sulla Sicurezza Stradale – Anci Iscrizione Albo Professionale Esperti sicurezza pubblica e privata – settore Sicurezza stradale

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