Rocca d’Arce

Arce è il sito fortificato per respingere il nemico, mentre Rocca è per la posizione geografica alquanto strategica a salvaguardia dell’incolumità

 

Tra Storia e Società                                           Comune in pillole

Araldo municipale

Testimonianze archeologiche che risalgono all’età del ferro, lasciano pensare che Rocca d’ Arce – paese grazioso che lazionauta vi invita a visitare, che guarda verso la Valle del Liri ubicato su un colle ricco di falde acquifere e cacciagione, – è stata abitato da tempi proprio remoti. Alcuni scavi relativamente recenti realizzati vicino al cimitero, hanno portato alla luce alcune ceramiche antiche  incise e decorate con scene di tipo casalingo. Il centro abitato – molto probabilmente – fu scelto all’origine come luogo sicuro dove riparare dai frequenti assalti da parte di popoli bellicosi e briganti. In ogni caso è opinione abbastanza diffusa che i primi ad abitare la zona furono i Volsci che lì edificarono l’Oppidum di Fregellae, sito che fu in diverse circostanze conquistato e demolito dai Sanniti. In ogni caso, mura megalitiche testimoniano la grandezza militare e strategica di quell’antico paese che veniva chiamato Fregellae Volsca o Arx Volscorum di Fregellae, che era dotato anche di un castello per scopi esclusivamente militari.

Nel 1038, fu il normanno Riccardo Conte di Caserta che se ne impadronì fino alla discesa di Lotario III, Imperatore di Germania; nel 1154, dopo sanguinose contese il castello fu conquistato da Mario Borrello e, nel 1191 fu la volta di Enrico VI. In questo caso l’impresa per questo nobile non fu difficile perché, giunto ad Arce (la città che era guidata da Tancredi), si arrese subito; così Enrico VI continuò la sua conquista e ricostruendo le difese del castello, finché colpito da una forte epidemia, tornò in Germania, lasciando la porta aperta a Tancredi che riconquista il territorio.

Nel 1229 il Papa Gregorio IX inviò un forte esercito alla conquista del castello difeso questa volta da Raone di Azio, fedele di Federico II (antiche cronache narrano di un lungo periodo in cui il castello fu governato dal Conte Diopoldo, il quale si rende responsabile di soprusi e scorrerie e fece di tutto, per aiutare l’ascesa al trono del piccolo Federico II ). La resistenza dei difensori, favoriti dalla condizione del luogo e dal castello fortificato, costrinse gli assalitori a rinunciare all’impresa ed a ritirarsi nelle vicinanze di Ceprano. Dal 1 al 5 agosto del 1230, l’imperatore visitò il maniero ordinandone il potenziamento; anche l’anno dopo, l’imperatore vi tornò anche per far fortificare anche le linee di confine lungo il fiume Liri.

Scorcio cittadino

Il successore di Federico Secondo fu Manfredi, suo figlio naturale, avuto dal rapporto con Bianca Lancia, proclamatosi re in contrapposizione al legittimo erede Corrado Quarto di Svevia imperatore di Germania; diversi pontefici fra i quali Innocenzo Terzo, provarono ad espugnare il castello, ma invano; poi fu Clemente Quarto, eletto dopo la morte di Urbano Quarto che riuscì nell’impresa invitando in Italia Carlo d’Angiò fratello del re di Francia, offrendogli per l’opera la corona di re di Napoli. Il 26 febbraio 1266 i difensori del castello si arresero consegnando il castello a Carlo d’Angiò.

Il Rinascimento fu per Rocca d’Arce un periodo difficile. Nel 1528 Re Carlo I emanò un editto a favore del castello di Rocca d’Arce, secondo il quale doveva rimanere sempre demanio del Regno; questo privilegio però durò poco perché presto fu ceduto a Francesco Maria della Rovere che, nel 1580 lo cedette a Giacomo Boncompagni fino al 1796 anno in cui fu reintegrato al demanio. Nel 1860, dopo la dinastia Borbonica e l’annessione del Regno di Napoli al Regno d’Italia, i cittadini di Rocca d’Arce non tennero conto di questo cambiamento, conservando l’antica amministrazione borbonica.

L’importanza strategica di Rocca d’Arce fu offuscata solo durante il periodo dell’Impero Romano quando nessuno poteva mettere in dubbio la grande potenza di Roma, che però esigeva dalla popolazione i tributi e i beni materiali per affrontare le grandi guerre. Tutto ciò finché giunsero Italia popoli provenienti dal nord europa con voglia di conquista come i Gotici, Bizantini, Longobardi e Barbari. La storia di Rocca d’Arce è bella ed appassionante; Lazionauta vi invita a “leggere” di persona le mura del centro storico, per scoprire le tracce che hanno fatto di questo comune un punto importante di tutta la ciociaria.

Demografia

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Anche il comune di Rocca d`Arce negli anni che vanno dal 1991 al 2001, ha fatto registrare nel censimento un calo demografico del 2,64 per cento. Infatti, nel 1991 la popolazione residente era composta da 1.059 abitanti, mentre dieci anni dopo gli abitanti erano 1.031; all’epoca gli abitanti costituivano 440 famiglie con una media per nucleo familiare di 2,34 persone. Dal punto di vista demografico ricordiamo che l’anno in cui a Rocca d’Arce si registrò il maggior numero di abitanti fu il 1.901 dove all’anagrafe risultavano esserci 1.796 residenti! Mentre erano 982 (il minor numero) nel 2007 e tra questi 480 erano maschi e 502  femmine.

A Rocca d’Arce per ogni chilometro quadrato ci sono 87,37 abitanti.

Rocca d’Arce fa parte della
Comunità Montana Valle del Liri

La mappa dei piccoli comuni della provincia di Frosinone

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Una Risposta a “Rocca d’Arce”

  1. Mi spice DAVVERO che il mio comune, ROCCA D’ARCE dovrà….. scomaprire! PECCATO….