Roiate

Potrebbe derivare dal latino rubia (o robbia, pianta dalla quale si ricava il colorante rosso) e si aggiunge il suffisso collettivo -ata per dire abbondanza

Tra Storia e Società                                           Comune in pillole

Araldo municipale

Roiate è un paesino ubicato su un colle di tufo che divide il versante dell’Aniene da quello del Sacco; a valle fino al 1911, c’era un caratteristico laghetto (grande passione per i cacciatori visto che funzionava da perfetto richiamo per la selvaggina ), che veniva alimentato da numerose fonti sotterranee; si dice che potrebbe derivare da una di queste fonti sotterranee (che potrebbe essere Fonte Roia) il probabile motivo del nome di questo nostro grazioso paesino. Antonio Nibby (cultore di topografia e archeologo, nato ad Amatrice – RI - il 4.10.1792 e deceduto a Roma il 20.12.1839), constatando la presenza di “alcuni massi quadrilateri che si scorgono nel traversare la parte interna“, oggi però purtroppo scomparsi, immaginò “essere Roiate un oppidum degli Ernici“. L’argomento non è mai stato sviscerato e soprattutto approfondito dagli storici che però – per lo più ad unanimità – teorizzarono che anche Roiate deve identificarsi con uno dei 41 oppidum degli Equi, che vennero distrutti dai Romani nel 304 a. C.. Considerando la particolare ubicazione di Roiate, in riferimento ai vicini Vitellia, Olevano ed Affile, si deve pensare al paese inserito nell’antico territorio degli Equi, e non dei vicini Ernici, come invece sosteneva Nibby. Per Roiate risulta evidente il carattere difensivo dei resti delle mura poligonali che sorgono in contrada Racini, Stanzano e Capriano; la posizione strategica e la struttura delle mura portano al V – IV secolo a. C. quando in queste zone gli antichi popoli italici si fortificarono, prima di iniziare la lunga e addirittura secolare lotta, contro l’espansione di Roma. Il ritrovamento di alcune piccole necropoli scoperte durante i lavori di rimboschimento lungo le falde del Monte Santa Maria la Serra, testimoniano l’antica origine di Roiate. Anche i resti di scheletri umani rinvenuti in posizione “fetale” o “rannicchiata”, evocano un antico rito di inumazione continuato fino all’età protostorica mentre durante il periodo romano, la continuità di vita nel territorio di Roiate, è testimoniata da consistenti opere murarie come ad esempio da una cisterna e numerosi reperti rinvenuti nelle vicinanze del centro storico.

Panoramica cittadina

Le prime notizie su Roiate leggendarie, sono legate alla figura di Benedetto da Norcia, oggi particolarmente venerato nel paese; una chiesa edificata in suo onore, racchiude un masso di pietra incavato sul quale – secondo un’antica tradizione  - il Santo lasciò l’impronta del suo corpo, dopo aver riposato una notte sul posto. Il masso in determinati periodi o circostanze, trasuda un liquido al quale i fedeli attribuiscono poteri miracolosi; i primi scritti pervenuti sul fenomeno, risalgono alla Il metà del 1500; la circostanza è infatti ignorata da Gregorio Magno, il primo biografo di San Benedetto. Questa constatazione non è, comunque determinante poiché, come afferma lo stesso pontefice ne: “Il libro dei Dialoghi” capitolo I, “non conobbe tutti i fatti su S. Benedetto” e nel capitolo XXXVI ricorda che “è necessario che tralasci volutamente alcuni particolari per ricordare la vita di altri personaggi“. È probabile quindi che le memorie e le tradizioni conservate, gelosamente, dai roiatesi e con tanto fervore, abbiano un loro fondamento storico; infatti un epitaffio della fine del IV secolo rinvenuto nella periferia di Pusano (Roiate), riferito ad una “chasta virgo“, ha fatto ipotizzare l’esistenza di un monastero femminile preesistente alla venuta di San Benedetto. Tutti i secoli di storia, che seguono questo lungo e faticoso periodo, sono legati alle vicende dell’Abbazia di Subiaco. Il primo documento che nomina , come casale è il diploma di Ottone I, imperatore di Germania, dell’anno 967, che conferma al Monastero Sublacense vari beni. Roiate, divenuto castello, risulta tenuto da Landolfo Rao che, nel 1174 usurpo i beni del Monastero; poi l’usurpatore venne cacciato e scomunicato mentre il figlio Raone si impossessò nuovamente dei beni del Monastero, ma Alessandro III gli tolse Roiate e Rocca Secca e, nel 1178 li donò all’Abbazia di Subiaco. Il Chronicon Sublacense ha ricordato che l’abate riuscì ad ottenere giuramento di fedeltà da Raone e, nel 1180 gli concesse di vivere nel castello per dieci anni; nel 1181 Gemma figlia di Raone, rinuncio a tutti i diritti sul castello e l’Abate Simone, l’affidò in custodia a Casto di Scarpa e al figlio. L’11 febbraio 1270 venne sottoscritto dall’Abate Enrico il primo Statuto di Roiate. Il  il castello viene concesso in feudo da Bonifacio VIII a Nicola d’Angleri e successori; nel 1380 risulta in possesso per successione ereditaria, a Maria d’Agosta e suoi figli. Dopo un processo per alto tradimento e la condanna dei membri di questa famiglia, il castello di Roiate, nel 1383, tornò all’Abbazia di Subiaco. Dopo più di trecento anni di storia trascorsi tra vicende alterne, nel 1638 venne creata da Urbano VIII l’Abatia Nullius sublacense e con la convenzione sottoscritta dal vescovo di Palestrina, l’8 giugno 1639, cessò la giurisdizione episcopale di Palestrina sul paese. Da quella data Roiate, già possedimento politico del Monastero, entro a far parte della diocesi dell’Abbazia Sublacense.

Demografia

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Da quando l’Istat ha iniziato a censire gli abitanti dei comuni nel dettaglio (ovvero dal 1861), Roiate nel 2008 ha presentato per la prima volta un livello demografico proprio basso, il più basso nella storia dei censimenti. Come spesso abbiamo potuto vedere per i piccoli comuni dell’entroterra, nel 1951 proprio quando l’espansione era al suo massimo livello con 1181 residenti registrati al comune, anche qui è iniziato inesorabilmente il calo (dovuto prevalentemente alla mancanza in loco di attività occupazionali certe e stabili negli anni) che sembra quasi inarrestabile. Infatti anche nei primi anni del nuovo millennio, il saldo in rapporto al periodo precedente, continua ad essere con il segno meno. Sembrerebbe quasi inspiegabile che questo grazioso paesello che possiamo considerare un Museo a cielo aperto per tutta la storia che è in grado di farci rivivere, possa accadere ciò. In ogni caso Lazionauta suggerisce ai propri lettori di fare almeno una visita ristoratrice, e sicuramente di grande interesse. 

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Roiate fa parte della
X Comunità Montana dell’Aniene

 

Fino al 1911 a valle di Roiate, c’era un laghetto che veniva alimentato da numerose fonti sotterranee e funzionava benissimo come richiamo della selvaggina

 

A Roiate è molto attiva una sezione dei Volontari della protezione Civile raggiungibile al numero di telefono 06 – 95680008

La mappa dei piccoli comuni della provincia di Roma

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Una Risposta a “Roiate”

  1. a me risulta che Roiate fu eretto libero comune nel 962 da Ottone I, quindi primo comune d’Italia.E’ vero?

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