Roma. Anime smarrite, un bilancio amaro
Giovedi 16 febbraio, a due anni dallo sgombero del Casilino 900, al Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università Roma Tre, l’Associazione21 luglio e l’Osservatorio sul razzismo e le diversità “M.G.Favara” hanno presentato il report «Anime Smarrite. Ilpiano degli sgomberi a Roma: storie quotidiane di segregazioneabitativa e di malessere». La ricerca, condotta daun’equipe dell’Associazione 21 luglio, è un approfondito rapportoetnografico sul malessere psico-sociale che la politica deglisgomberi e dei trasferimenti forzati, pianificata dal Comune di Roma,causa ai bambini, alle donne e alle famiglie rom. La leggerezzacon la quale gli amministratori locali hanno realizzato negli ultimi2 anni più di 400 sgomberi, con costi altissimi a carico dellacollettività (circa 6,5 milioni di euro) non ha finora tenuto contodelle conseguenze provacate al fisico e al corpo delle personesgomberate. Conseguenze che si manifestano in vari modi: fortiemicranie, sintomi depressivi, allucinazioni, stati di ansia,attacchi di panico, insonnia, disturbi nell’apprendimento.
Il rapporto esamina,oltre agli effetti degli sgomberi, anche quelli dei trasferimentiforzati che hanno coinvolto le comunità rom e sinte della capitale.Lo studio, coordinato dall’antropologa Annachiara Perraro, dimostracome trasferire famiglie rom dagli insediamenti informali aicosiddetti “villaggi attrezzati” non rappresenta unagaranzia del miglioramento della qualità della vita. La stessalogica che ha ispirato la costruzione del nuovo “villaggioattrezzato” a La Barbuta, che il Comune di Roma sta perinaugurare, «è quella di proteggere simbolicamente il resto delterritorio dal rischio di una presunta “contaminazione”. I”villaggi attrezzati” di Roma Capitale illustrano quindi inmaniera esemplare cosa sia un ghetto: collocato ai margini dellaperiferia urbana, assomma segregazione spaziale, abitativa, sociale,culturale, simbolica e giuridica».
Al termine dellapresentazione è stata illustrata un’azione legale risarcitoriapromossa da una famiglia rom e supportata dall’Associazione 21luglio e dall’Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione(ASGI). Si tratta di un’azione civile contro la discriminazione, concui si sottolinea come il trasferimento voluto due anni fadall’amministrazione comunale dal campo Casilino 900 al “villaggioattrezzato” di via di Salone abbia impedito ai minori rom unaregolare frequenza scolastica. Decine di minori, a causa deltrasferimento, hanno subito la violazione del loro dirittoall’istruzione a causa della scarsa organizzazione del servizio edalle difficoltà logistiche legate alla distanza dalle scuole.Ravvisando un comportamento oggettivamente discriminatorio da partedel Comune di Roma, i ricorrenti chiedono di «accertare e dichiarareil carattere discriminatorio del comportamento del Comune di Roma»,di «rimuovere gli effetti» e di «condannare il Comune diRoma a risarcire il danno determinato suggerendo la somma di 1000euro al giorno a decorrere dalla prima settimana di febbraio 2010,data del trasferimento nel “villaggio attrezzato” di via diSalone». Il ricorso rappresenta un’importante azionelegale-pilota che potrebbe avere importanti conseguenze per lefuture politiche che verranno intraprese dall’amministrazionecomunale nei confronti delle comunità rom e sinte di Roma.


16/02/2012 







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