Roma. Consulto di Lobsang Samten medico naturopata tibetano

Il 30 giugno e il 1 luglio 2012 a Roma il medico tibetano Lobsang Samten, è disponibile per l’ultimo appuntamento prima della chiusura estiva dell’Istituto Samantabhadra, in Via di Generosa, 24. tel./ fax 06 6531777 cell. 335 6583640. Tutti coloro che volessero richiedere un consulto di approfittare di quest’ultimo appuntamento prima della pausa estiva. Il medico Lobsang Samten mette a disposizione di chiunque voglia ritrovare la piena efficienza del proprio organismo, l’antica sapienza tibetana tramandata a lui, dalla sua famiglia, da generazioni. Un consulto ha la funzione di poter dare al paziente, se fosse il caso, dei rimedi naturali che andranno a lavorare sui tre umori, riequilibrandoli. Per questo, una volta che i tre umori sono bilanciati, l’intero organismo migliorerà la sua efficienza, sia dal punto di vista degli organi che dal punto di vista del sistema immunitario. L’antica medicina tibetana considera l’organismo umano e la mente un tutt’uno.Questa visita non sostituisce una visita medica ufficiale. Per il consulto la prenotazione è obbligatoria Cell: 3287083122 – fax: 0510544225 – e-mail: stephanie.ucci@gmail.com

Biografia di questo straordinario naturopata, il medico Lobsang Samten e la medicina tibetana in occidente. Il padre, medico e monaco, sotto la dittatura del governo Cinese, viene invitato ad abbandonare i voti d’ordinazione e a sposarsi. Sposo di una donna vedova con quattro bambini, continua la sua professione anche da laico. Verso la metà dell’anno 1970 nasce Lobsang Samten. Fin da piccolo il padre lo guida nell’arte della guarigione. Lo porta con sé quando va a prestare servizio alle famiglie del vicinato. Lo educa a imparare i testi radice della medicina (Gyu Shi) a memoria. Entrato in monastero vive sotto la guida del maestro e del medico residente, continuando a studiare e a praticare. La straordinarietà della medicina tibetana secondo noi occidentali sta nell’esame del polso, nell’analisi delle urine, nella sua concezione globale dell’essere senziente e via dicendo. Gli aspiranti medici del Tibet, una volta venuto il momento di fare l’esame del polso per la prima volta, si ritirano nel silenzio per un mese. Alla fine dei trenta giorni quando le percezioni della coscienza si sono fatte meno grossolane avviene l’analisi. Al momento della palpazione ogni particolare dito della mano esamina un dato organo del corpo. Sembra quindi necessario possedere  stabilità e chiarezza, per diagnosticare una malattia. L’analisi delle urine viene fatta tramite l’analisi di certe caratteristiche, come il colore, l’odore e la densità del liquido un po’ come succedeva tanti secoli fa qui da noi. L’aspetto della globalità è uno degli aspetti forse più straordinari secondo il nostro razionale occhio occidentale … La medicina tibetana infatti parte dal presupposto che le malattie hanno la loro causa nella mente dell’essere senziente .. Ma la mente non è il cervello. Se si osservano i tibetani, quando parlano della loro mente, mettono la mano sul loro cuore. Quindi sembra che la mente comprenda oltre che alle facoltà intellettuali, anche tutte le varie emozioni. Queste hanno la loro radice in Attaccamento, Odio, Ignoranza.

Per cui quando un medico tibetano esamina un paziente che ha dolore alle spalle per esempio, può darsi che prescriva una terapia allo stomaco, perché questo risulta indebolito. La causa può essere la rabbia repressa o l’ alimentazione inappropriata, e via dicendo. Secondo la medicina tibetana, una mente con preoccupazioni, arrabbiature, apatica ecc…  è un terreno idoneo per le malattie. La cura con la medicina tibetana avviene tramite l’alimentazione che comprende dalle abitudini alimentari all’ingestione di certi cibi piuttosto di altri. I rimedi naturali che i medici fanno assumere sono costituiti da erbe himalayane, minerali e metalli. Un altro particolare a cui un occhio occidentale non può scappare è l’ umiltà con cui i dottori servono i loro pazienti. Essi e in particolare Lobsang Samten si prendono cura dei malati come esseri umani, guardandoli negli occhi, rassicurandoli, dando loro gentilezza e amore. Queste qualità, necessarie alla guarigione, sembra che nella nostra evoluta cultura occidentale abbiano preso il secondo posto.

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