Roma. I nuovi veneziani
Sabato 28 aprile 2012 alle ore 9,30 a Roma all’Università 2 Tor Vergata, sarà presentato: “I nuovi veneziani. Racconti, visioni, passioni e speranze”. Interventi di CATERINA FALOMO (curatrice del libro); PIERALVISE ZORZI (uno degli autori del libro) e MARCO RICCHI. Una città fragile, da sempre. Oggi forse di più come, per esempio, Roma. Una visione proibitiva potrebbe portare la stessa città di Venezia al disastro e al declino, prima di tutto di decadenza ideologica e morale. Venezia come simbolo delle grandi città della vecchia europa, orgogliose della cultura occidentale e della tolleranza. Oggi questa tolleranza si è trasformata in relativismo, in un relativismo negativo in cui nessuno, o ben pochi, si prendono la responsabilità di prendere una posizione etica precisa. Urge un cambio di passo. Il veneziano deve trasformare il suo tempo e il suo spazio. Lo “spazio veneziano” deve ridiventare “spazio sacro” mediante un desiderare la propria antica fondazione.
Ingresso a offerta liberta – il seminario durerà fino alle ore 13 – Consegna attestato di partecipazione su richiesta
COME ARRIVARE. Metro A – direzione Anagnina – Scendere fermata Anagnina – prendere autobus 20 express, oppure 20
L’appuntamento è a Roma all’Università 2 Tor Vergata, Facoltà di Lettere e Filosofia, Via Columbia 1 – Aula T 18
I nuovi veneziani. Racconti, visioni, passioni e speranze Edito da Studio LT2 a cura di Caterina Falomo. Testi di: Elena Barbalich, Gloria Beggiato, Toto Bergamo-Rossi, Carmela Cipriani, Giovanni Costa, Emanuele Dal Carlo, Nicolò Favaretto Rubelli, Dario Ferro, Maura Manzelle, Jacopo Molina, Giovanni Pelizzato, Manuela Pivato, Raffaele Rosa, Matteo Secchi, Lorenzo Tomasin, Alberto Toso Fei, Diana Maria Zilioli, Pieralvise Zorzi. Prefazione di Tiziano Scarpa
Dopo aver conosciuto e fatto conoscere il quotidiano della Venezia di una cinquantina d’anni fa – con il libro “Quando c’erano i veneziani” – in un confronto spietato con l’oggi, stanca io stessa di leggere e vivere una Venezia che non appartiene più ai suoi cittadini, ma è diventata un pretesto per altro (per farsi belli, per fare soldi, per accanite speculazioni, una scenografia perfetta, o come è stata definita, un parco a tema…), ho pensato che fosse arrivato il momento di guardare le cose per quello che sono e di iniziare a porre delle domande.
Dall’introduzione di Caterina Falomo. A chi appartiene Venezia? Di chi è? Sono queste le domande che sono affiorate in me leggendo i contributi, i racconti, le rievocazioni, le ricostruzioni, le analisi, le proposte, le perorazioni, gli auspici, gli sfoghi contenuti in questo libro. Che ha il pregio di mostrare con chiarezza che il malessere di Venezia è l’appartenenza.
Dalla prefazione di Tiziano Scarpa. Meno di 60.000 abitanti, oltre 20 milioni di presenze turistiche all’anno, grandi eventi internazionali tra cui la Mostra del cinema… eppure a Venezia ci sono solo due cinema. Che cosa fanno e come vivono i nuovi veneziani? Quale vita e quale futuro è possibile per loro? Attraverso i racconti di molti veneziani “nuovi”, ci è concesso di entrare nelle loro vite, nei loro sguardi e sentire, nonostante tutto, l’amore per Venezia, città con un glorioso passato e un incerto futuro. Ma la speranza è il vero filo conduttore dei racconti. La speranza che permette di intravedere ancora delle possibilità. Racconti realistici, propositivi, amari, visionari, quotidiani, per dire che a Venezia ci sono i veneziani, per lanciare un grido disperato ma di speranza. Siano questi racconti uno spunto di riflessione per chi avrà il coraggio e la forza di lottare, resistere, amare. Venezia ha bisogno di nuovi veneziani, ha bisogno delle loro attenzioni, di cura e fantasia.
Caterina Falomo, curatrice. Nata a Venezia, vive e lavora a Roma. Si occupa di ufficio stampa in ambito culturale. Dopo un tuffo nel recente passato con “Quando c’erano i veneziani” (Studio LT2, 2010), stanca di sentire che Venezia si spopola e deperisce, ha deciso di andare a scovare i nuovi veneziani, quelli che la vivono, la amano, che per lei fanno e farebbero di tutto.
Si ringraziano: Banco San Marco, Caffè Florian, Wigwam Club Giardini Storici Venezia, Hotel Vecellio, Associazione 40xVenezia, Vecio Fritolin.


24/04/2012 







Nessun commento... Lascia per primo una risposta!