Roma. Parole di Paolo Civati

Dal 15 al 20 maggio a Roma al teatro Sala Uno in Piazza di Porta San Giovanni, 10 c’è: “Parole” ovvero The Suspension Of Disbelief di Paolo Civati con Valentina Fois, Paola Michelini, Assunta Nugnes, Fabio Pappacena, Giacomo Vezzani regia di Paolo Civati, Collettivo Attori Riuniti. Il dottor B, psicologo comportamentale, sottopone al pubblico una serie di questioni nate dal rapporto con i suoi pazienti, domande che arrivano da una richiesta pressante di risposte: come fare ad essere amati? Cosa siamo disposti a fare? Perché ci sentiamo così soli? Siamo soli? Il dottore ci sottopone tali domande attraverso un racconto,“Un’altra vita”, che comprime una summa di casi clinici da lui studiati negli ultimi anni.

“Un’altra vita” è la storia di Rhonda, Kevin, Leyla e Rolf : Rhonda vuole avere dei figli ad ogni costo, Kevin è impotente ma si costringe ad amare le donne, Leyla è disposta a tutto pur di essere amata e accettata, e Rolf è ripiegato in una forma di auto-amore, e violenza, tanto radicata da farlo essere un cinico sociopatico.

La vicenda narrata si svolge in un America inventata, frutto di un immaginario europeo costruito a forza di film e situazioni stereotipate, proprio per creare nello spettatore quel sentimento di distanza e ambiguità necessario per affrontare argomenti così atroci, e divertenti, quali la solitudine e le Parole che si è inventato l’occidentale medio per descriversi nella sua folle e commovente ricerca di affetto. Quindi “Un’altra vita” è la storia di quattro persone che cercano di “usarsi” per essere felici. Però cosa vuol dire essere felici? A quale prezzo? E se non fossimo capaci di far finta di essere felici? E se gli psicologi non bastassero? E se le religioni non servissero per riempire quel vuoto di cui l’uomo occidentale moderno si è riempito? E se la felicità non esistesse ma esistesse solo la Vita ?

L’Associazione Spettatori&Attori in collaborazione con Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fogolâr Furlan di Roma e Antea Onlus e con il patrocinio dell’Assessorato Cultura, Arte e Sport della Regione Lazio, dell’Assessorato alle Politiche Culturali della Provincia di Roma, dell’Assessorato alle Politiche Culturali e del Centro Storico di Roma Capitale, ha inaugurato a Roma con questa rassegna teatrale un’innovativa esperienza di autogestione teatrale che pratica nuove forme di collaborazione a partire dal grado zero dell’evento teatrale: ciò che avviene, appunto, tra attore e spettatore. Una possibile strada da intraprendere, basata sulla continuità del lavoro creativo e sulla costruzione di un rapporto duraturo con il pubblico.

Martedì, venerdì e sabato, ore 21.00 – mercoledì e giovedì ore 19.00

Info e prenotazioni: 340 9561129 – 06 86705722

Biglietti : Intero 15 – Ridotto 12 – Ridotto per studenti – bibliocard – cral 8

a tutti i prezzi è da aggiungere il costo della tessera del teatro di 2 euro

Note di regia

Le parole che arrivano dagli Stati Uniti, quel grandissimo paese che da tempo domina l’immaginario cinematografico-politico-iconografico-economico occidentale, e non solo, sono il centro e il pretesto della vicenda narrata; esistono una miriade di situazioni e abitudini che arrivano da oltreoceano, e che ci appartengono, senza aver nulla a che fare con il mondo in cui viviamo e, nella maggior parte dei casi, ci appartengono senza essere mai stati in America. Tutti, ormai, convivono pacificamente con l’esistenza immaginifica dei college, dei thanksgiving, dei tornadi, delle case di legno, dei barbecue, le cheerleder etc…. tanto da prevederne e riconoscerne i percorsi più segreti e complessi.

La nostra vicenda si appoggia completamente a tale immaginario per cercare di scavare nella retorica di quelle situazioni, di quelle parole che si sono appropriate totalmente della nostra esistenza; parole, solo parole, messe in un ordine, ma col desiderio di spingerle oltre al loro significato di base, con la necessità di comprendere come si possano affrontare senza stereotiparle e, contemporaneamente, mettendo in luce la loro totale vuotezza. Protagonisti della piece sono Rhonda, Rholf, Kevin e Leyla, quattro persone alla ricerca di una felicità che cercano di far quadrare, non senza ironia, il bilancio di una solitudine “all’occidentale” che li schiaccia sempre più: Rhonda desidera diventare madre nonostante sia sterile e malata, Leyla vuole essere amata anche a costo di essere umiliata, Rholf soffre di sex addiction e Kevin è stato abbandonato dalla moglie perché impotente; l’incastro tra le loro vite viene cadenzato da cinque interventi di uno psicologo evoluzionista, Dott B, che, come se mettesse pausa ad un film, parla al pubblico per

sollevare alcune questioni sul nostro vivere contemporaneo. Rhonda, Rholf, Kevin, Leyla, il Dott B, sono il surrogato della fragilità violenta che domina il sistema di relazioni nella nostra società.

Collettivo Attori Riuniti

Paolo Civati è di Como; si trasferisce a Roma nel 1999 quando viene ammesso, come allievo attore, all’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica Silvio D’Amico. Ultimati i tre anni di percorso Civati incontra, come attore, diverse compagnie e registi, tra cui:

Teatro Del Carretto, Giorgio Barberio Corsetti, Manuela Cherubini, Jan Fabre. E’ precisamente l’incontro artistico con il lavoro di Fabre che lo spinge ad iniziare una personale ricerca registica. Civati decide così di assemblare e dirigere un collettivo artistico che esiste attivamente dal 2005, dapprima sotto il nome di Malalingua Teatro, poi come Collettivo Attori Riuniti. Debuttano con “Luogo Di Niente” vincendo la prima edizione del premio Claudio Gora come miglior spettacolo. Questo evento permette all’Insieme di muovere il proprio lavoro sul territorio nazionale. Partecipano con il loro secondo progetto “Ad Oriente dell’Eden” a Premio Scenario 2007 . Nello stesso anno elaborano per Incastro Festival lo short teatrale “Storie” ispirato al racconto -La moglie del soldato- di Carver. Nel 2008 si avvia una nuova produzione “Maria,storia di una bambina speciale”, spettacolo elaborato per e con una sola performer e da cui sono derivate repliche in varie città italiane. E’ attraverso questo lavoro che Civati inizia ad affondare radici più profonde sulle parole, sulla natura esistenziale della propria ricerca, e nel lavoro collaborativo con l’attore. Nel 2009 scrive “In My End Is My Beginning”, che nel 2010 viene scelto per il Napoli Teatro Festival, ed elabora il progetto “Emoticon”, incentrato sul tema della scrittura scenica e dell’autorialità attoriale, che debutta ed è prodotto dal “Festival di Ponza” ed vincitore del Premio Attilio Corsini “Salviamo i Talenti” 2010 che ha permesso allo spettacolo di entrare in stagione al Teatro Vittoria di Roma con la Produzione di Attori e Tecnici.

Attualmente, Civati, sta lavorando al progetto teatrale “Parole”, di cui ha presentato uno studio al Teatro Valle di Roma.

Collettivo Attori Riuniti è un luogo di scambio autonomo. E’ luogo di speculazione condivisa. E’ una collaborazione finalizzata alla libertà di scelta di argomento e di anarchia rispetto al tempo necessario per ri-elaborarlo. Collettivo Attori Riuniti collabora e ha collaborato con : Amanda Cicchi, Roberto Manzi, Maria Sole Mansutti, Maurizio Battista, Anna Terio, Paola Michelini, Manuela Congia, Alessandra Paoletti, Valentina Fois, Andrea Pinna, Antonio Puccia, Giacomo Vezzani, Assunta Nugnes, Fabio Pappacena, Gaia Saitta, Anna Amato, Elisa Di Eusanio.

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