Roma. Una statua che racconta la storia

«Grazie per avermi reso partecipe di questa splendida giornata. La vostra storia è bellissima e merita un posto d’onore tra le grandi storie che la città di Roma racchiude in se e che la rendono unica. Radici, identità, valori: stamattina non abbiamo solo ricordato e commemorato l’esperienza di oltre 100 famiglie che arrivarono nella Capitale per costruire il loro futuro, ma abbiamo trovato dei veri e propri esempi da seguire. Storie di lavoro, di impegno, di amore per la famiglia, di religione, di identità e senso di appartenenza che devono poter essere raccontate non sono ai vostri figli ma a tutti i figli di Roma, perché in questo periodo di crisi e di difficoltà serve lo stesso coraggio che dimostrarono quegli uomini e quelle donne».

È quanto ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, nel corso dell’intervento di questa mattina in Largo Scapoli, in occasione dell’inaugurazione della statua dedicata ai fondatori dei quartieri Villagio Prenestino e Castelverde. L’iniziativa è stata organizzata dall’Associazione Consortile di Recupero Urbano e dal Comitato di Quartiere di  Villaggio Prenestino, in collaborazione con l’Associazione Culturale Castellaccio.

Dalle Marche a Ovile e Castellaccio. Da Ovile e Castellaccio a Villaggio Prenestino e Castelverde. In mezzo, una storia lunga 62 anni, fatta di lavoro, sacrifici e sudore. Era il 1950, dove ora sorgono i due quartieri non esisteva nulla se non distese di rovi, cardi e sassi. E un vecchio capannone, usato dai pastori della zona. Questo ovile  – che dava il nome a un intero quartiere – divenne la casa dei pionieri che, lasciate le Marche, la mezzadria e la miseria alle spalle, si lanciarono nell’avventura che cambiò per sempre la loro vita e quella delle generazioni a venire. Si riunirono in una cooperativa agricola (la S.A.C.C.DI.) perché sapevano che da soli non ce l’avrebbero mai fatta. E sebbene all’inizio neanche si conoscessero, sfidando i problemi, le difficoltà, la fame, rimasero insieme. Come fratelli. E da quella distesa di rovi, cardi e sassi fecero nascere dei fiori: Castellaccio e Ovile, oggi Castelverde e Villaggio Prenestino. Questa è la storia che il monumento di largo Scapoli racconta.

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