Salisano

Non ci sono certezze in merito: potrebbe derivare dal nome di persona (non identificabile), con l’aggiunta del suffisso -anus 
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Tra Storia e Società                                   Comune in pillole 

Araldo municipale

Salisano si trova su un promontorio alle pendici del Monte Ode alto 935 metri sul livello del mare; la gola del torrente Rosciano, divide questo nostro piccolo e delizioso comune dal vicino comune di Mompeo. Tracce significative dell’originario assetto urbano si possono ancora vedere ed interpretare nell’attuale centro abitato; infatti,  attraversando la Via degli Archi, si possono tranquillamente riconoscere le tipiche costruzioni di epoca medievale. Possiamo anche vederele due torri rimaste dell’antico confine murario: una che si trova vicina alla Porta situata in Piazza Verdi (questa segna l’ingresso al borgo), mentre l’altra porta la vediamo lungo le mura perimetrali. Il particolare toponimo di Salisano, sembra abbia origine secondo la tradizione popolare, a causa dal fatto che l’unica via per entrare nel paese (e che anticamente era un difficoltoso sentiero in salita), metteva a dura prova la resistenza fisica delle persone, e poteva essere percorso solo da chi era fisicamente sano e quindi: “Salisano, sali solo se sei sano. Anche questo può essere un buon pretesto per vedere quanto siamo in salute e lazionauta vi invita a provarlo perchè sa per certo che poi vi attende una ricompensa bellissima, dovuta al paesaggio unico che dalla cima del comune, potete con grande soddisfazione e gioia ammirare.
Da un vicino promontorio, possiamo allargare la visuale fino a vedere e ad ammirare le rovine di Roccabaldesca con una torre e tratti della cinta muraria in parte usurati dagli anni; la Rocca fu fondata nel V secolo dalla nobile famiglia romana dei Tebaldi, da cui ha preso il nome. Poi, nel VIII secolo fu amministrata dall’Abbazia e (come daltronde risulta dai registri dell’abbazia stessa), nel XIII secolo aveva un potere produttivo pari a quello della stessa Salisano. Le origini di Salisano si possono far risalire intorno al X secolo, infatti in alcuni documenti redatti in questo periodo, ci sono delle notizie inerenti ad un “castellum” sorto a picco sul Fosso di Rosciano, praticamente dirimpetto all’antico Fundus Pompeianus (che corrisponde a dove ora troviamo il vicino comune di Mompeo).

Scorcio pittoresco del paese

Questo primo agglomerato fu amministrato inizialmente dall’Abbazia di Farfa, prima di passare successivamente alle nobili famiglie degli Orsini e dei Ferreoli, anche se dobbiamo ricordare che data l’assenza di strutture difensive e quindi capaci di resistere agli attacchi nemici, la Rocca era regolarmente e suo malgrado oggetto di invasioni e saccheggi. Per questo motivo ma anche per la grave situazione dovuta all’insalubrità del luogo dove sorgeva, nel periodo a cavallo del pontificato di Papa Sisto V (ovvero dal 1585 al 1590) e quello di Papa Clemente VIII (e quindi dal 1592 al 1605), la Rocca fu totalmente abbandonata al suo destino.

Una cava

Fu così che nel 1592, gli abitanti della Roccabaldesca, gravati da nuove tasse e balzelli, a cui non potevano in nessun modo onorare, rischiando però sia la galera che ogni tipo di vessazione da parte dei messi dello Stato Pontificio, mandarono dei loro rappresentanti a perorare la propria causa a Salisano; chiedendo quindi di essere accolti nel territorio comunale. Stando ad una delibera comunale, la loro richiesta fu accolta quasi tempestivamente ovvero nel mese di gennaio dello stesso anno.
 

Nel territorio di Salisano è visitabile la centrale idroelettrica dell’Acea, inaugurata nel 1940, che sfruttando la forza delle acque del Peschiera e della Capore produce energia elettrica che viene poi indirizzata verso il comune di Roma.

Demografia

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Il paese dove la famiglia Tebaldi ha lasciato un segno inequivocabile della sua presenza nella storia locale, dal punto di vista demografico ha proprio trovato un suo importante punto di equilibrio. Infatti, è ormai da quasi 40 anni che i “clienti” del comune sono sempre quasi gli stessi dal punto di vista numerico, ovvero sono in media 540 e rimagono stabili. Il dato va interpretato anche alla luce dell’andamento demografico nazionale e nelle due diverse situazioni, presentano al proprio interno significative similitudini in particolare per quella crescita vicina allo zero che presentano. Ma se nel Paese (con la P maiuscola) gli abitanti sono milioni e le differenze fanno accrescere tensioni, qui nel nostro grazioso paese (con la p minuscola ma con il cuore maiuscolo!), questa staticità è segno della conservazione dei valori, delle tradizioni e delle abitudini che non devono cambiare perchè intrise degli aspetti migliori della nostra storia. 

 

  • La mappa dei piccoli comuni della provincia di Rieti
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