San Gregorio da Sassola

Il nome evoca il Papa e San Gregorio Magno; mentre “Sassola” si riferisce all’antico nome del posto ovvero Saxula o al latino saxa ovvero “tra i sassi”. 

 Tra Storia e Società                                  Comune in pillole

Araldo municipale

Difiicile dire quali siano le origini storiche di questo bel comune che nel nome di ora ricorda un Santo proprio importante, mentre nel passato veniva conosciuto come Aefulae, Efula, Castel Faustiniano, Ancesano, Castel San Gregorio! insomma quindi tanti nomi segnano le tappe del percorso storico di questo paese che lazionauta non esita di consigliarvi di visitare.  

Studi storici molto approfonditi fanno risalire questo nostro comune all’antica Aefulae, città battagliera che si oppose tenacemente a Roma nel 340 a. C. per poi soccombere ed essere ad essa sottomessa. Livio dice che nel 207 a. C. ad Efula fu posta una guarnigione di soldati per sbarrare il passo ad Annibale che marciava su Roma, poi più nulla. E Plinio il Vecchio, nel I secolo d. C., cita gli Efulani tra i 53 popoli del Lazio spariti senza lasciare traccia. Probabilmente, come per altri popoli e territori, la strapotenza romana e la furia devastatrice delle guerre, particolarmente del periodo sillano, avevano coinvolto Efula e i suoi abitanti e da allora in poi, nei pendii soleggiati e dolcemente degradanti verso Roma non esisterà più Efula ma sorgeranno magnifiche e sontuose ville intestate a nomi famosi della Roma imperiale come, Sabiniano, Flacco, Adriano, Traiano e Faustina, moglie dell’Imperatore Antonino Pio nel 140 d.C.. Pero, al periodo aureo dell’impero, seguirono in Roma secoli di barbarie, di guerre, di devastazioni e di lutti. Le città, piccole o grandi si cinsero di mura e innalzarono rocche e castelli.   

Panoramica cittadina

Anche a Castel Faustiniano (l’attuale Colle Faustiniano del Comune di San Gregorio da Sassola), c’è un castello i cui ruderi sono ancora visibili; però in questo contesto di guerre e saccheggi, ognuno cercò rifugio in luoghi più lontani dalle guerre e più nascosti per trovarvi pace e sicurezza. In quella circostanza in molti preferirono nascondersi in luoghi più isolati e inaccessibili, strategicamente idonei alla difesa sia per posizione naturale che per opera di ingegneria militare. A questo periodo e con tali presupposti va ricordato il sorgere di Castel San Gregorio sito nel fondo di Ancesano, donato il 28 dicembre 587 dal proprietario di allora, il Pontefice Gregorio Magno della ricca famiglia Anicia, al monastero romano di Sant’Andrea al Celio, da lui fondato nella sua stessa casa 15 anni prima. Si può pertanto desumere che il primo nucleo dell’attuale San Gregorio da Sassola si è formato tra il VI e il XII secolo ed era chiamato Castel San Gregorio. Esso fu ben presto popolato dagli abitanti del vicino Castel Faustiniano che preferirono il nuovo centro più sicuro e salubre. Castel Faustiniano andò sempre più a decadere e verso il 1300, in pochi anni, fu abbandonato e di esso non rimasero che dei ruderi che ancora oggi si possono ammirare mentre da quella data in poi la storia di San Gregorio da Sassola sembra più chiara; dei periodi successivi, si sa con certezza delle controversie ricorrenti tra i Colonna e gli Orsini, fu più volte proprietà dell’una e dell’altra famiglia. Il Cardinale Prospero Pubblicola Santacroce e il diritto delle ricadenze  

Nel 1567 Giordano Orsini ha venduto il feudo di San Gregorio al Cardinale Prospero Pubblicola Santacroce, uomo duro che seppe dare vita ad opere pubbliche di grande respiro anche se legò tristemente il suo nome al “diritto delle ricadenze“, un diritto ultracentenario inserito negli statuti del paese, che prevedeva l’appropriazione da parte dei principi di terre e beni di persone decedute senza figli. L’applicazione di questo diritto, portò ad un tentativo di assassinio del principe, ad una condanna a morte del colpevole e ad una rivolta popolare. Tutta la comunità infatti, ritenuta responsabile, fu processata e condannata al pagamento di tasse, confisca di beni e privazione di tutti i diritti di pascolo. L’applicazione del “Diritto delle Ricadenze” e la condanna citata, segneranno a fondo e fino al 31.12.1757 (anno della sua abolizione), la storia economica di San Gregorio da Sassola. Tra gli altri principi di questo nostro comune troviamo le famiglie Conti di Poli (1599), con i quali San Gregorio venne innalzato alla dignità di principato, e i Barberini (1632). Nel 1655 il feudo di San Gregorio, dalle mani di Maffeo Barberini passò per compravendita al Cardinale Carlo Pio di Savoia, uomo di particolare rilievo e statura storica ma anche mite e generoso, abbellì il paese costruendo Borgo Pio, il Convento di Santa Maria Nuova e avviando riforme di notevole importanza sociale. Il Cardinale Carlo Pio di savoia morì il 13 febbraio 1689 a Roma e fu sepolto nella Chiesa del Gesù. A lui succedette, in virtù del diritto di primogenitura, il nipote Francesco Pio che però – per quanto risulta dagli atti – visse alla corte di Madrid e probabilmente non vide mai il nostro paese. Curò i suoi interessi tramite i ministri che egli teneva a Roma e con lui (Francesco Pio di Savoia) entra nel vivo il contenzioso che aveva visto e vedrà in seguito opposti il Principe da un lato e il popolo dall’altro che mal sopportava lo strapotere e la prepotenza dei principi. Tanti erano infatti i motivi di controversia: tra questi citiamo i residuo del feudalesimo che frustravano il diritto alla proprietà; l’imposizione di tasse, la privazione di diritti di pascolo, di legnare, di macellare, la perdita di terreni ceduti al principe a copertura di indebitamenti, in un contesto di calamità naturali e di guerre, insomma tutte istanze che avevano fatto cadere il paese in una drammatica situazione di povertà. Il Consiglio Comunale, da cui San Gregorio era amministrato, si vide quindi costretto ad intentare cause, che si riveleranno interminabili, per rivendicare diritti legittimi e recuperare quelli persi.   

Il Centro cittadino

 Il primo risultato positivo lo si ebbe tra il 1740 e il 1752 quando il Principe Gisberto Pio di Savoia*, succeduto al padre Francesco nel 1724, fu condannato dal tribunale pontificio alla restituzione del macello e di terre già di proprietà comunale; a questo primo risultato se ne aggiunse il secondo, ben più importante: l’abolizione del diritto delle ricadenze che avvenne il 31 dicembre 1757 sempre sotto la signoria di Gisberto Pio di Savoia. Altre cause furono intentate e vinte. Seguirono quindi anni particolarmente felici per San Gregorio dove fiorì un’intensa attività agricola-commerciale con conseguente sviluppo economico generale e arricchimento di molti. In questo periodo risale la costruzione di palazzi signorili in paese e di casali in campagna mentre la popolazione raggiunse il suo massimo demografico raggiungendo il record dei 2mila abitanti!   

* Gisberto Pio di Savoia morì nel 1776 a 64 anni; a lui succedette la figlia la Principessa Donna Maria Isabella della Concezione Pio, sposata con il Marchese Don Antonio Walcarcel, del quale rimase vedova nel 1790.    

La storia prosegue inesorabile e anche in questo nostro comune non mancano gli effetti della Rivoluzione Francese e si sente anche la fine dello Stato Pontificio, con la proclamazione della Repubblica Romana-Francese del 1798. A San Gregorio, dichiarato municipio libero, nasce così la Repubblica Gregoriana all’insegna dei principi di giustizia, libertà ed uguaglianza e vengono emesse leggi e bandi contro ogni forma di privilegio, di arbitrio e di usurpazione. Ma questa ondata rivoluzionaria durerà solo un anno, infatti nel 1799, con l’ingresso delle truppe napoletane a Roma, tutto tornerà come prima per mutare nuovamente nel 1809 quando Napoleone decretò l’annessione dello Stato pontificio all’impero di Francia; a San Gregorio arriveranno così i soldati francesi e sarà compito del prefetto nominare i Consiglieri Comunali e il “Maitre” (Sindaco). Ma anche questo periodo durerà poco; dopo la caduta di Napoleone nel 1814, arriverà il periodo della restaurazione e la ristrutturazione dello Stato Pontificio ad opera di Papa Pio VII nel 1816. I diritti feudali saranno aboliti e la Principessa Maria Isabella Pio Walcarcel, che sarà l’ultima titolare a goderne, ne farà esplicita rinuncia nel 1817. Questo evento fu festeggiato dalla popolazione con la costruzione della fontana che si trova sotto la villa all’ingresso del paese e che è ancora visibile.   

La storia successiva di San Gregorio è ricca e appassionate per questo comune che negli ultimi decenni del 1800,  ebbe il nome di San Gregorio da Sassola; nel 1874 fu costruita la attuale strada San Gregorio da Sassola – Tivoli e dieci anni dopo quella di Casape. Nel 1889 il Castello passa nelle mani di Elisabetta Frield, moglie del principe Salvatore Brancaccio; i nuovi principi a differenza dei loro predecessori, si dimostrarono benevoli e più partecipi alla vita del paese. Grazie a loro, dopo consistenti lavori di ampliamento e di rifacimento, il Castello assume la struttura e la magnificenza che oggi possiamo vedere. Nel 1907 viene restaurata la Chiesa di San Sebastiano e l’anno dopo arriva in paese l’acqua incanalata dalla “Fontana dei Frati” che si trova lungo la strada alberata Santa Maria Nuova-Costa della Forma. Il paese vive anni di ripresa e di crescita economica; viene riselciata la strada centrale del paese e quella di Borgo Pio e, nel 1910, viene aperta una Cassa Rurale Cattolica. Nel 1926 anche quì c’è il fascismo che turba le coscienze mentre il paese vive tragicamente l’occupazione delle truppe tedesche e subisce bombardamenti.  Finita la guerra riprende il lento cammino di ricostruzione e sviluppo:nel 1951 verrà portata l’acqua di Valle Cadore e avviati lavori per la costruzione della rete idrica e fognaria. Da quella data in poi ci fu un verfore unico di attività per il rilancio e la ricostruzione del paese che vi invitiamo a conoscere più da vicino compreso il Castello che dal 1991, dopo lunghe trattative, è diventato di proprietà comunale.   

Demografia     

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Da circa venti anni ormai, San Gregorio da Sassola ha consolidato i propri iscritti all’anagrafe dove in questo periodo ha registrato piccole variazioni (in più o in meno) strutturali. Certo è difficile raggiungere gli abitanti del 1951, quando a risiedere qui c’erano 1957 cittadini; ma poi, l’nesorabile fuga verso la modernizzazione ovvero il crescendo interesse verso la ricerca di un lavoro nel settore terziario, ha spopolato anche questo nostro comune a favore però di chi vedeva nei vecchi valori dell’economia contadina,  il proprio futuro che ha preferito rimanere qui. Poi la storia demografica è fatta di scalini spesso però in discesa con un timido tentativo di recupero nel 1991 ed uno ancora proprio dei giorni nostra che ci sembra voler lanciare proprio un bel segnale di speranza che noi di Lazionauta cogliamo al volo, restituendolo a tutti i nostri lettori proprio mentre gli auguriamo una buona gita a San Gregorio da Sassola!           

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