Sant’Andrea del Garigliano

Il nome deriva da una chiesa medievale costruita nella zona dai Monaci di Montecassino

Tra Storia e Società                                     Comune in pillole

Araldo municipale

Il suggestivo quanto antico e grazioso centro storico, domina dalla collina la vallata interna; qui si notano ancora le mura e le torri circolari, che svettano sulle case con la torre civica munita di orologio che in origine era il campanile di un’antica chiesa. Sul colle di fronte vicino alla chiesa di San Benedetto, la zona sta cambiando assetto, infatti sta sorgendo il nuovo centro urbano, a dispetto della storia (ma questo è un fenomeno diffuso in tutta Italia, se non nel mondo intero). Circa la metà degli abitanti vivono e partecipano attivamente alle attività del centro cittadino, mentre l’altra metà vive nelle contrade della campagna. Di questo nostro comune non abbiamo notizie precedenti al Medioevo, infatti i dati storici attendibili ricordano che nell’anno 846 un gruppo saraceno vincitore di un esercito franco durante il ritorno alla base sulla foce del Garigliano, distrusse la cella di Sant’Andrea, eretta dai benedettini di Montecassino; così i principi di Capua ricostruirono la chiesa e donandola ai Benedettini. Cos’ il territorio che faceva parte di Sant’Andrea, entrò a far parte della “Terra di San Benedetto“, mentre i resti dell’edificio si trovano su una collina, accanto al castello che fu costruito nel 1045 per volere dell’abate Richerio, che volle che la popolazione vi si concentrasse per motivi di sicurezza.

Panoramica cittadinaDello stesso castello nello stesso anno se ne appropriarono i Normanni, ma furono presto espulsi dal territorio benedettino, così la chiesa di Sant’Andrea venne poi consacrata a San Benedetto. Nell’Ottocento venne poi abbandonata, man mano che la chiesa di Santa Maria delle Grazie diventava il centro della comunità anche perchè questa chiesa era stata realizzata una zona dove i religiosi offrivano ospitalità a pellegrini e viandanti. Successivamente, fuori delle mura fu edificata la chiesa dedicata a San Rocco. Nel corso del XIX secolo il paese fu toccato dalle tristi vicende inerenti il brigantaggio; nello stesso periodo poi - mal comune ad altre zone limitrofe - iniziò una forte emigrazione che finì solo parzialmente nella metà del Nocevento, con l’industrializzazione della zona.Il Capitano Antonio Gagliardi

La Seconda Guerra mondiale causò danni pesantissimi alla popolazione ed alle case costruite lungo la “Linea Gustav“.  La ferocia nazista si abbatté sul territorio e il 5 febbraio del 1944, in località Pontiera dove i Tedeschi senza alcun ritegno e spirito di umanità fucilano quattro contadini per rappresaglia, di conseguenza al ferimento di un militare. In questo periodo particolare, una significativa importanza per le sorti della Resistenza in tutta la zona la ebbe il Capitano Antonio Gagliardi, un comandante che organizzò un gruppo partigiano, mettendo in seria difficoltà le resistenze delle truppe nazi-fasciste, agevolando con vigore ideologico la vittoria degli alleati. Il Capitano Gagliardi, conosciuto in ambito partigiano come T13, in seguito diventò il sindaco del paese; Gagliardi fu un sindaco proprio stimato, amato e ricordato a tutt’oggi con nostalgia e affetto da chiunque lo ha conosciuto ed in particolare sia da sostenitori che da avversari.

 

 

Il paese è un grazioso gioiellino grezzo e quindi semplice e naturale, ubicato tra il fiume Garigliano e la dorsale orientale dei Monti Aurunci che Lazionauta vi invita a visitare.

La liberazione di Sant’Andrea del Garigliano avvenne il 13 maggio 1944

Sant’Andrea è anche il paese natale di Antonio Galasso, ufficiale dell’esercito italiano che a Cefalonia si oppose all’esercito nazista facendo pagare con la vita a tanti soldati italiani, trucidati dai tedeschi per rappresaglia. Insieme agli altri eroici soldati del 17° Reggimento Fanteria della Divisione “Acqui” si oppose alla resa incondizionata “offerta” dai tedeschi e difese l’onore della nostra Patria, sapendo di rischiare la propria vita e patendo per questa coraggiosa scelta sofferenze inumane.

Medaglia d'Argento al Merito Civile

Medaglia d’argento al merito civileSettembre 1943 – Maggio 1944 con la seguente motivazione: «Comune situato sulla linea Gustav, occupato dai tedeschi, durante l’ultimo conflitto mondiale si trovò al centro di numerosi combattimenti, subendo bombardamenti e rappresaglie che provocarono lutti, sacrifici e la distruzione della totalità dell’abitato. La popolazione, seppure provocata dagli stenti e dalle violenze, si prodigò poi, con fierezza e coraggio, nella difficile opera di ricostruzione»

 

Demografia

 
 

 

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Sant’Andrea del garigliano fa riflettere i demografi che riscontrano in questo comune (contrariamente a ciò che nello stesso periodo succedeva altrove) una tentenza inedita a cavallo del secolo passato. In effetti nel decennio legato al 1951, erano proprio tanti i cittadini residenti nei comuni di provincia che, presi dalle promesse di un lavoro più stabile e sicuro abbandonavano tutto per la grande città. Qui invece le cose sono andate diversamente. Qui per circa due decenni la popolazione è andata aumentando per iniziare a calare solo nel 1971 quando la terziarizzazione (ovvero le attività economiche all’epoca predominanti, e che erano legate ai servizi)  era ormai un fenomeno maturo. Calo dopo calo, Sant’Andrea del Garigliano trova la sua stabilità alla fine dello scorso millennio e la consolida anche nei primi anni del III Millennio, con buonapace di Lazionauta che teme sempre la mancanza di cittadini interessati a custodire e a portare avanti le attrazioni culturali specifiche del territorio.

Medioevo, archeologia e misteri

Il centro storico di questo nostro comune, conserva quasi intatta la struttura antica con la cerchia di mura che l’avvolgeva per tre quarti, escludendo solo la parte a picco sulla valle. Rinvenimenti archeologici testimoniano che il luogo era abitato anche in età molto remota come si evince dalla “pietra scritta di epoca preromana”, su una grossa roccia, visibile nei boschi nella località “La Guardia”.

In località “La Torre” reperti ancora misconosciuti fanno supporre che lì sorgesse Vescia, la quinta città della “pentapolis osca” ancora non rinvenuta.

Una immensa parete di roccia che si staglia con grande possenza sotto la località “Ciateme” testimonia una faglia segnata sulle carte planetarie; le pietre squadrate vicino agli attuali impianti sportivi, sembrano siano state messe lì proprio da mani ciclopiche ma anche argute, mentre il terremoto del 1984 causò alcuni seri danni, seppur oggi quasi tutti sanati.

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Sant’Andrea della Valle fa parte della Valle dei Santi e dista da Roma Km. 140; da Napoli Km. 100; da Frosinone Km. 85; da Cassino Km. 15; dalle Terme di Suio Km. 4 e da Gaeta Km. 40

 
 
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