Settefrati

Di origine latina “Septem Frates” evoca la tradizione originata dai frati benedettini alla memoria dei sette figli di Santa Felicita, uccisi a Roma nel II secolo

 Tra Storia e Società                                         Comune in pillole

Araldo municipale

Settefrati è ubicato nella parte orientale della Valle di Comino a cinque chilometri di distanza sia da San Donato che da Picinisco;  il suo nome si fa risalire all’antico castello indicato per la prima volta nel 989 per la donazione della Chiesa di San Paolo – situata quindi a Settefrati – fatta dal duca Rinaldo dei Marsi all’Abate Monsone di Montecassino.  Nel V secolo i Frati Benedettini sostituirono il nome originario di “Vicus” con Settefrati alla memoria dei sette figli di Santa Felicita uccisi durante le persecuzioni anticristiane. Nel corso del ‘500 il paese fu lungamente attaccato e saccheggiato da bande di briganti, fino a sconvolgere la popolazione seppur per tanti anni rappresentò uno dei centri abitati più sicuri della Valle di Canneto dove ora è possibile visitare il Santuario della Madonna del Canneto, ubicato a circa dieci chilometri dal centro di Settefrati, luogo di culto questo che annualmente viene visitato da migliaia di fedeli provenienti in particolare dalle regioni dell’Italia centro-meridionale; le sue origini si possono ricostruire attraverso la presenza di una lapide marmorea ritrovata nei pressi con altri reperti risalenti al IV secolo a. C. e attestanti l’esistenza di un tempio pagano dedicato alla dea Mefiti.

Panoramica cittadina

Dopo l’unità d’Italia Settefrati visse una interminabile stagione di cambiamenti urbanistici che determinarono l’allargamento di piazze, strade e vicoli ma anche l’edificazione di nuove case mentre nel 1915 a causa del terremoto, gli edifici subirono ingenti danni costringendo gran parte della popolazione ad emigrare sia in Italia che all’estero.

Settefrati è sul versante laziale del Parco nazionale d’Abruzzo, il più antico parco degli Appennini che ha avuto un ruolo importante nella tutela e conservazione di alcune specie animali.

 

Demografia  

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Il primo decennio del terzo millennio (come si può vedere nel grafico posto sulla sinistra) Settefrati non evidenzia un andamento demografico favorevole o quantomeno stazionario ma in ”Crescita negativa”, ovvero a fronte di nuovi nati o nuovi trasferimenti di residenza, in tanti preferiscono abbandonare questo comune (la cosa spesso accade per motivi contingenti legati per gli adulti al lavoro o per i giovani, allo studio) o, altra causa questa però involontaria è per il decesso.  A fronte di quanto detto, Lazionauta considera importante rivitalizzare Settefrati non solo d’estate con una moltitudine di concittadini che qui tornano per trascorrere le vacanze, ma anche attraverso un’attività turistica che possa mostrare il paese, mentre mostra i suoi migliori aspetti della tradizione.

 
 
Spigolature

Il Paese è nato dai resti di “Vicus” un insediamento preromano e deve il nome ai monaci benedettini che così vollero ricordare i sette figli di Santa Felicita uccisi a Roma nel 164 d.C. durante le persecuzioni contro i cristiani.

Il nucleo centrale del comune di Settefrati è arricchito dalla presenza di una rocca di origine medievale; la piazza principale è di notevole bellezza strategica perché da lì si domina, con una bellissima vista, sia la valle sottostante che la parte molto suggestiva dei monti dell’Appennino ma non solo infatti da qui si vede ammirare il palazzo Comunale, la Chiesa della Collegiata; altro monumento storico di matrice religiosa ed importante perché dell’XI secolo è la Chiesa dedicata alla Madonna delle Grazie; al suo interno troviamo un soffitto affascinante realizzato in legno a cassettoni intarsiati e dorati, tipici della Scuola napoletana. Di questo luogo particolare, si dice alle sue origini e quindi nell’XI° secolo, alcuni monaci benedettini al seguito dell’Abate Desiderio di Montecassino, realizzarono un monastero(poi dedicato alla Madonna. Settefrati) divenuto importante quanto famoso per la presenza di miniere di “limonite”, materiale dal quale si estraeva  il ferro che è stato sfruttato dal governo borbonico fino al 1854.

La Madonna del Canneto

Nei primi anni del XII° secolo a Settefrati nacque “Alberico il visionario”, autore di una “visione” ultraterrena, da cui potrebbe avere avuto spunto quasi due secoli dopo Dante Alighieri per la composizione della Divina Commedia. Infatti esiste un codice pergamenaceo risalente al 1192 e custodito a Montecassino dove è scritto che Alberico, cittadino del Castello di Sette Frati, quando aveva nove anni si ammalò perdendo conoscenza per circa nove, dieci giorni durante i quali lo stesso Alberico ebbe una lungimirante quanto curiosa visione, dove gli sembrò  di essere trasportato nel Purgatorio e nell’Inferno dove osservò con cura, ammirazione ma anche profonda suggestione, i peccatori che vi giacevano, le loro pene, il loro stile di vita nella sua interezza ma anche le loro suddivisioni “gerarchiche”.

Ripresa la conoscenza, Alberico fu convinto a professare a Montecassino la vita monastica. La “visione” venne redatta su pergamena nel 1127 ed in seguito curata sul testo del “codice cassinese 257”.

Secondo alcuni studiosi Dante Alighieri conobbe la “visione” di Alberico per aver probabilmente soggiornato seppur brevemente a Montecassino, durante il suo viaggio a Napoli. Gli stessi versi che Alighieri dedica alla città di Cassino, sembrano confermare l’ipotesi citata, e un sommario confronto tra i due componimenti, sembra proprio confermare l’intuizione e quindi la sorprendente somiglianza fra le due opere.

 
 
 
 
 
 
Gastronomia
Andando a Settefrati per fare una gita, Lazionauta consiglia di gustare il “Pan’a moll’ “,  (un pane casereccio raffermo insaporito con verdure, legumi e cotiche di maiale).
Farina, fagioli cannellini secchi rigorosamente di Atina, olio, cipolla, aglio, peperoncino, sedano e sale q.b.; sono questi gli ingredienti per cucinare le gustose “Sagne e Fagioli”, una pietanza tipica quanto tradizionale che va servita in una zuppiera di terracotta.
 
 
 
Settefrati fa parte della
Comunità montana Val di Comino 

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