Stimigliano
Deriva dal nome di persona latino (forse Stamilius) con l’aggiunta del suffisso -anus
Tra Storia e Società Comune in pillole
Nel lontano 525 d.C., Galla, figlia di Simmaco (il celebre consigliere di Teodorico re dei Goti), rimase uccisa a Ravenna con il genero Boezio; rimasta vedova dopo un solo anno di matrimonio, costruì nella “Massa Cornicle, quae vulgo dicitur Septimiliana”, appartenente alla diocesi “Forum Novum”, una basilica in onore di San Valentino vescovo. Nel toponimo di origine popolare, c’è il presupposto dell’esistenza, nel territorio di Stimigliano, di una famiglia forse nobile, certo rappresentativa, nell’ambito del ceto agrario, costituente il tessuto connettivo della popolazione italica ai tempi della Repubblica e dell’Impero”. Alcuni storici hanno ipotizzato una “Gens Septimia” quale proprietaria della “villa” che poi ha costituito il nucleo originario di Stimigliano. Comunque, le epigrafi romane conosciute datano la villa intorno al I-II secolo d.C.. Poi l’antico possedimento agricolo è diventato un “Pagus”, ovvero un piccolo villaggio, che, per la precarietà dei tempi che rendevano molto difficile l’esistenza, si è arroccato ad un centro meglio difeso appartenente a qualche personaggio autorevole o autoritario (il così detto “primate del territorio”) capace di garantire una protezione. Del resto la Sabina dal VII al X secolo era abitata solo da sparsi villaggi e casali che venivano assaltati o distrutti dai dominatori di turno: Goti, Longobardi, Franchi o signorotti locali sostenitori di fazioni contrapposte. In particolare i longobardi dominarono a lungo su questa terra costituendovi anche un Ducato (il Ducato di Spoleto). Le orde saracene, poi, correvano ovunque in Sabina seminando devastazione, terrore, morte.
Stimigliano era comunque compreso nel patrimonio della chiesa di “Forum Novum“; il “vicedominus Foronovanus” ovvero l’amministratore della diocesi di Vescovio, riscuoteva “a pago Santissimi Cosame et Damiani XX solaur qui nunc dicitur Stimiliana“; cioè il “pagus SS: Cosmae e Damiani” che era conosciuto anche come Stimigliano, pagava un tributo di venti monete d’oro alla chiesa foronovana. Dopo le esperienze della libertà comunale, Stimigliano nel 1368 venne concesso in feudo dalla Chiesa ai figli di Giordano Orsini, per i meriti che lo stesso aveva acquisito combattendo come capitano della chiesa al servizio del Cardinale Albornoz. Nel 1604, dopo alterne vicende legate alle mutevoli fortune degli Orsini, Stimigliano tornò alle dipendenze della Camera Apostolica, nell’anno della morte del marchese Enrico Orsini che nel corso della sua lunga, movimentata, esistenza si era impegnato a rendere sontuosa la dimora gentilizia. La vita sociale stimiglianese per Enrico Orsini, marito di Diana Savelli era regolata da un codice di leggi locali fortunatamente ancora conservato. La salute pubblica era affidata alle cure di un medico nominato da Consiglio generale : “Ritrovandosi la terra senza medico si propone, da parte dei signore Magistrati Massari e tutti gli altri consiglieri, Domenico Menichelli” (maggio 1588).
Nel XVIII secolo i Conti Negroni, nuovi porprietari del Palazzo, apportarono alcune modifiche alle strutture architettoniche della loro residenza che è rimasta praticamente immutata anche dopo l’acquisto dalla famiglia Bartoli nel 1832. E’ da ricordare che il “palazzo baronale di Stimigliano, fù, per alcuni anni sede del governo della Sabina Tiberina. Le successive vicende storiche di Stimigliano sono quelle comuni a molte località italiane che vanno dal dominio francese in epoca nopoleonica , all’annessione col Regno d’Italia, alla partecipazione alla lotta partigiana, alla costituzione del Comitato di Liberazione in data 6 gennaio 1944. La storia recente è nella memoria di tutti.
Tra le righe
La chiesa parrocchiale, ubicata di fronte all’antico borgo medievale ora ampiamente rimaneggiata, è dedicata ai Santissimi Cosma e Damiano; costruita nella prima metà del 1600 ha una strutturata con aula a tre navate, conserva all’interno un dipinto su tela, esposto nell’altare destro del presbiterio, e raffigura con intensa drammaticità un “Gesù deriso” opera di uno sconosciuto seguace sella scuola caravaggesca. Dalla sommità della collina, al termine di una bella strada alberata, c’è l’antichissima Chiesa di San Valentino; già collegiata, si ammira non proprio da lontano, il cuore pulsante della Sabina, ricca di storia, di fascino, di fede che lazionauta vi invita caldamente a visitare, magari partendo proprio da Stimigliano questo comune diventato ormai fin troppo grande anche per il nostro sito. A Vescovio, la “Forum Novum” romana, i cui resti archoelogici sono stati riportati alla luce, mostrano ancora i passati splendori. In località “Nocchieto” c’è la Chiesa “della Madonna della Strada” vivamente venerata dalla popolazione. In questa chiesa recentemente durante alcuni saggi, sono riemersi alcuni affreschi della seconda metà del ’500, realizzati opera probabile dei medesimi autori delle pitture ancora visibili nel palazzo Orsini.
Il Palazzo Orsini ha origine strutturale intorno al XIV secolo, per opera dei figli di Giordano Orsini ai quali fu dato il potere su Stimigliano. È molto probabile che il Palazzo sorga sui resti di un’antica villa romana; esso è costituito da tre corpi principali che si dispongono a “C” intorno a un cortile interno. Sul lato destro rispetto alla Piazza Vittorio Emanuele, si innalza un maestoso torrione che è visibile anche da molti chilometri di distanza. Al palazzo si accede attraverso un antico portale bugnato; qui gli appartamenti sono decorati con affreschi del XVI secolo, probabilmente della scuola di Taddeo Zuccari. Dal cortile si accede nella cappella gentilizia, inaugurata nel 1595 come riportato sull’epigrafe che si trova nella cappella stessa. All’interno si può ammirare un affresco rappresentante la “Fuga in Egitto”.
Demografia
Stimigliano è un comune che incute del “sano timore reverenziale”, per tutta quella storia che ogni suo muro – tra le pieghe - racconta. Occupandoci qui di demografia, sommessamente diciamo pure che questo per lazionauta è un comune di confine, occupandosi questo media prevalentemente di comuni con un massimo di duemila abitanti. Ma anche da questo punto di vista Stimigliano in tutti i suoi abitanti, amministratori compresi la sanno proprio lunga e cosa ancora migliore, la sanno anche ben raccontare. Evidentemente sono proprio bravi ed ospitali al punto che – in controtendenza – da anni, riescono ad incrementare i concittadini sicuramente con un mix di ingredienti dove anche la storia nel senso delle tradizioni, la gentilezza nel senso del piacere del vicinato, l’organizzazione del senso del funzionamento della burocrazia cittadina, funzionano proprio per il verso giusto. Allora oltra a quanto abbiamo già detto, ora sappiamo di avere un motivo in più per fare di Stimigliano la meta di una nostra prossima tappa vacanziera!
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