Tra Piccoli comuni e Piccola editoria

lazionauta è un sito internet dedicato ai piccoli comuni del Lazio che guarda con interesse a ciò che di piccolo ha vicino e merita essere menzionato. Questa volta c’è: ”Via del Vento. Novità dalla piccola editoria”. Alla fine del 2011 la casa editrice Via del Vento ha pubblicato in nuova traduzione due sillogi di poesia tedesca, l’una tratta dall’opera di Walter Benjamin, noto ai lettori più come filosofo che come poeta, l’altra dall’autore espressionista Georg Heym, tra i più raffinati cantori e interpreti del movimento culturale che prese piede in Germania all’inizio del Novecento. Entrambe le pubblicazioni sono a cura di Claudia Ciardi, classicista e scrittrice, che negli ultimi anni si è dedicata allo studio delle avanguardie anglo-americane e tedesche.

Le brevi ma dense postfazioni, corredate di note esplicative e suggerimenti bibliografici, aiutano il lettore a orientarsi nel percorso artistico degli autori, invitandolo in maniera semplice e diretta, al loro approfondimento.  

Sfogliando Walter Benjamin. Venticinque poesie scelte dai “Sonetti” dedicati al giovane amico poeta Christoph Fredrich Heinle morto suicida nell’agosto 1914 all’inizio della prima guerra mondiale. Il 28 luglio 1914 con la dichiarazione di guerra dell’Austria alla Serbia scoppia la prima guerra mondiale. Appena dieci giorni dopo, l’8 agosto, muore suicida, all’età di vent’anni, il poeta Christoph Friedrich Heinle. Gesto estremo di protesta nei confronti di una scelta politica giudicata altrettanto suicida dalla coscienza del giovane Heinle, ma anche conseguenza di un malessere diffuso in Germania, destinato peraltro ad accentuarsi nel periodo weimariano, allorché il tentativo di un risanamento economico e morale della società non seppe reclutare le giovani generazioni. Quello che prima della guerra era stato un pericoloso sintomo di scollamento, si trasformò in una frattura, che nell’incomprensione quando non nell’indifferenza generali percorse tutte le strutture della democrazia, fino a renderle inabitabili. L’impegno antimilitarista di periodici come l’“Aktion” e lo “Sturm” può dirsi raccolto in parte nella breve evoluzione politica del dopoguerra; l’urgenza pacifista e l’appello ad abbracciare un umanesimo nuovo vennero rapidamente accantonati in favore di contingenti interessi da tecnocrati e intollerabili atteggiamenti reazionari da parte degli esecutori di giustizia. Il ritratto poetico che Walter Benjamin dedica al giovane amico scomparso, l’unica opera poetica composta dal filosofo tedesco tra il 1915 e il ’25, si gioca sul filo di questa memoria problematica e irrisolta, a livello individuale e collettivo. In questo modo nella personalità di Heinle e nel discorso poetico a lui rivolto, vivono di riflesso tante voci e sfumature di una storia ancora inascoltata, e che forse, per molti aspetti, non è ancora del tutto diventata storia

Walter Benjamin, Liberami dal tempo, cura e traduzione di Claudia Ciardi, Via del Vento edizioni, coll. Acquamarina n. 44, ottobre 2011 pp. 36 € 4,00

Sfogliando Georg Heym. Una selezione di ventuno poesie in nuova traduzione, in parte inedite in Italia, del poeta tedesco Georg Heym, che per la qualità e l’autenticità della sua lirica riteniamo fra i più grandi autori pubblicati in questa collana, scomparso nel 1912 in tragiche circostanze a soli ventiquattro anni. Spazi aperti nella selva delle architetture dove il ritmo e le ossessioni della città sembrano distendersi, i cortili sono una dimensione interiore, il luogo che innesca un processo regressivo verso un sentire acerbo che si è soliti associare all’infanzia. Ma proprio nell’elemento fanciullesco (das Kindliche) Walter Benjamin vedeva un carattere destabilizzante, portatore di una frattura che genera lacerazione e catarsi a un tempo. Così, nella versione orfica del mito dionisiaco, il dio ancora bambino viene smembrato e divorato dai Titani; eppure lo scempio innesca un atto di rinascita. Questa tragica gaiezza sorgente dalla divinità, che nella morte ritrova un impulso vitale, questa risata che scuote il cielo e ha in sé la vertigine del mondo e la sua eterna vicenda d’affanno, si fa strada dall’antichità fino a dettare la moderna problematizzazione nietzscheana. Georg Heym costruisce nei suoi versi un’allegoria del vivere, fiume e nave allo stesso tempo, e ne celebra le multiformi sfaccettature in un canto che vira verso una surreale malinconia: “Ci invitarono i cortili con le scarne braccia,/ delle nostre animucce l’orlo sdrucito ghermirono./ E per notturni usci noi sgusciammo/ verso il tempo stregato di morti giardini./ Dalle grondaie un’acqua scese di piombo,/ nubi perenni livide volavano./ E sul rigore di laghi ghiacciati /in secchi germogli pendevan le rose.”  

Georg Heym, Ci invitarono i cortili, cura e traduzione di Claudia Ciardi (in collaborazione con Angela Staude Terzani), Via del Vento edizioni, coll. Acquamarina n. 45, dicembre 2011 – pp. 36 € 4,00

Notizie utili al lettore: i volumetti di Via del Vento hanno una distribuzione nazionale, e nel Lazio sono presenti nelle principali librerie romane e facilmente reperibili/ordinabili nelle librerie dei diversi capoluoghi raggiunti dal distributore ALI.  

Indirizzi: Sito ufficiale di Via del Vento edizioni raggiungibile CLICCANDO sull’immagine

Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Via_del_Vento_edizioni

Le schede di:

Margini in/versi: Walter Benjamin – Liberami dal tempo http://margininversi.blogspot.it/2012/04/liberami-dal-tempo-walter-benjamin.html

Georg Heym – Ci invitarono i cortili http://margininversi.blogspot.it/2012/04/georg-heym-ci-invitarono-i-cortili-die.html

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