Trivigliano
Chiamato Tribillianum, è “Trebellius” o “Tribellius” con suffisso - anus per l’appartenenza, si riferisce ad un nome latino di persona
Tra Storia e Società Comune in pillole
Trivigliano è un grazioso comune che si trova incastonato nel territorio dei Monti Ernici, circondato da boschi di cerro e castagno; il nome di questo nostro comune può derivare dal latino “tres vigilantes” (tre torri) probabilmente da una famiglia romana proprietaria di un fondo, per le tre torri situate nella cinta muraria, presenti anche nello stemma comunale, mentre il primo riferimento storico risale al X secolo. Dobbiamo però menzionare il Castello di Bonifacio VIII quando il Papa dello ‘schiaffo’, al secolo Benedetto Caetani, nel 1296 si prese il castello e lo risistemò lasciando in eredità al piccolo borgo il suo nome; qui possiamo ammirare la grandiosa torre merlata e le mura che dominano il centro storico, tutto e interamente di epoca medievale. Giunti sotto il castello aggirando le mura, si passa sotto un arco di pietra da dove si può ammirare con una certa emozione la torre.
Nel territorio di Trivigliano si trova il Lago di Canterno di origine carsica, formatosi nel 1821 grazie al graduale otturamento di due dei tre laghi inghiottiti dove si incanala l’acqua delle grandi piogge. Interessante da visitare è anche la “Grotta di Corniano” che si trova di fronte al Santuario della Stella (nel vicino comune di Ferentino), su un lato del Monte Corniano dove, nelle parti più interne, si sono formate concrezioni stalammitiche.
Fin dalla sua nascita Trivigliano è devoto a Santa Oliva, nella cui omonima chiesa c’è un antico simulacro della Santa Patrona. Il territorio comunale si trova tra i 538 e i 781 metri sul livello del mare; qui c’è anche la piccola riserva naturale del lago di Canterno. Il giorno 11 Aprile 2009 (vigilia di Pasqua), a seguito del terremoto che ha colpito la popolazione abruzzese, la chiesa di Santa Maria Assunta è stata chiusa temporaneamente a causa di una crepa presente nella volta sinistra che costeggia l’abside (probabilmente già presente e peggiorata a causa del terremoto).
Il centro storico è tutto così: piccole case basse a schiera tipiche dell’800 con vecchi portoni, tegole rosse sui tetti e fiori proprio ovunque; gradevole è riposare stando sulla piccola piazza centrale dove si affaccia la chiesa di Santa Maria, semplice delicata, leggermente barocca con esposti all’interno alcuni dipinti pregevolissimi, per poi abbeverarsi all’antica fonte dove troviamo acqua ricca di minerali. Le bellezze di Trivigliano che Lazionauta vi invita a visitare non necessariamente durante il fine settimana, comprende anche boschi di castagni e cerri che avvolgono la cittadina, mentre dalla piazzetta della piccola chiesa parrocchiale si apre alla vista un panorama che spazia su una distesa di colline e pianure con lo sfondo sul lago di Canterno. Interessante la porta ‘dello spreco’ e il bel torrione circolare di avvistamento e difesa, i soli rimasti della originaria cinta muraria.
Demografia
Trivigliano ha sicuramente oltre a notevoli caratteristiche di importanza storica, anche altre abilità che riesce a manifestare attraverso tutta la sua popolazione (amministratorio quindi compresi), molto bene ma anche in maniera sorprendente e in controtendenza. Infatti, quando negli altri comuni del circondario la popolazione scappava in massa alla ricerca altrove di nuove occupazioni, da Trivigliano erano proprio in pochi ad andarsene con lo stesso motivo; quando nel circondario continuavano a lasciare i comuni della provincia per motivi diversi, qui – sorprendentemente – sembrava operare una forte calamita, con notevoli istanze di attrazione tali proprio da sorprendere (come è possibile constatare leggendo il grafico posto sul lato sinistro, realizzato da Wikipendia, con i dati forniti dall’Istat) cultori della materia e amministratori locali. Il picco massimo di questa espansione è frutto del nuovo millennio, come a dimostrare che la voglia di crescere non si esaurisce facilmente, allora suggeriamo anche noi di Lazionauta di visitare questo grazioso quanto sorprendente comune, perchè proprio merita almeno una bella gita.
Gastronomia: Zuppa di Ceci
Ingredienti:350 g. di ceci, quattro fette di pane casereccio, due filetti d’acciughe, 200 g. di pomodoro, un rametto di rosmarino, un rametto di erba pepe, un peperoncino, uno spicchio d’aglio, mezzo bicchiere di vino bianco, 5 cucchiai di olio.Esecuzione: mondare i ceci e lasciarli ammollare per un giorno almeno; scolarli e metterli sul fuoco in una pentola di acqua, portare a cottura a fuoco bassissimo. In una padella soffriggere l’aglio, il rosmarino e le acciughe per dieci minuti, quindi versare il mezzo bicchiere di vino. Far evaporare il vino, poi unire il pomodoro e l’erba pepe, continuando la cottura ancora per un quarto d’ora. Versare questo soffritto nella pentola, alzare il bollore e far cuocere per altri 45 minuti. Servire la zuppa con le fette di pane tostate Cosciotto di capretto al rosmarino e patate Ingredienti: un cosciotto di capretto, cinque patate grosse, due limoni, due rametti di rosmarino, 1 di olio, sale, pepe.
Esecuzione: cospargere abbondantemente il cosciotto di sale e pepe, punzecchiarlo qua e la’ e metterlo a marinare la sera precedente in un capace recipiente con olio, succo di limone e rosmarino. Al mattino sgocciolare bene, cospargere con foglioline di rosmarino, unire le patate pelate, e tagliate a cubetti. Disporlo su una piastra unta d’olio e arrostire in forno ben caldo per 40/45 minuti, bagnando di tanto in tanto con il liquido della marinata.
La mappa dei piccoli comuni della provincia di Frosinone
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