Un altro giorno senza di noi

Il 1° marzo 2012, per la terza volta in questi ultimi anni, tornano ad incrociare le braccia gli immigrati e propongono: “Un altro giorno senza di noi” che coinvolge operai, braccianti, infermieri, muratori, imprenditori, cuochi, lavapiatti ma anche colf e badanti. Visto che molti di loro lavorano in nero e quindi non in regola, più che di sciopero si dovrebbe parlare di “serrata” o di “mobilitazione” per questa iniziativa programmata per richiedere rispettivamente:

per l’abrogazione della legge Bossi-Fini,
per la cancellazione del contratto di soggiorno per lavoro,
per dire no al permesso a punti,
per dire no a nuove tasse sul rinnovo del permesso di soggiorno
per una regolarizzazione generale di chi non ha un permesso di soggiorno,
per la chiusura di tutti i Cie in Italia e in Europa e
per la cittadinanza immediata ai bambini nati in Italia.

 

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