Da Mimmo Locasciulli
Mimmo Locasciulli fa un regalo ai lettori di lazionauta, autorizzandoci a diffondere un suo brano e noi, ringraziandolo, abbiamo scelto quello che più ci rappresenta: “Intorno a trentanni“, con la voglia di rievocare qui un episodio accaduto … intorno a trentanni (fa).
“Ammaliato dal clima del folkstudio e da cultore di quel genere artistico, nel 1979 nell’organizzare i “Concerti di primavera” in un comune dei Castelli Romani, insieme a Giorgio Lo Cascio, Fabio Turco, Giuseppe De Vena, Giovanni Pescatori, Ermanno De Biagi e altri cantautori, ho chiamato anche Mimmo Locasciulli. Nel telefonargli per proporgli quel pomeriggio musicale, l’emozione di sentire squillare il telefono dall’altro capo dell’apparecchio era proprio forte; poi risponse una gentile voce di donna che, alla richiesta di poter parlare con Mimmo, mi disse che era in ospedale … aumentò quindi la mia ansia reverenziale che venne percepita dall’altro capo del telefono finchè mi disse: “Mimmo è medico, lui in ospedale ci lavora!”.
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Ricordiamo che Mimmo Locasciulli è stato il primo cantautore a pubblicare nel 1975 con etichetta Folkstudio: “Non rimanere là”.
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Fuori c’è un tempo da cani
La pioggia ha chicchi grandi come noci
Meglio stare a casa la sera
A guardare la televisione
Un bicchiere ti rimette la pace
Io non ho voglia più di fare la guerra
Con una città che sa menare le mani
E con un pugno ti stende per terra.
E siamo noi che abbiamo intorno a trentanni
Che abbiamo girato l‘Europa e l’America
E adesso siamo stanchi
Siamo noi che quando riparte il treno
Ci riprendiamo la giacca ci mettiamo il cappello
E ci troviamo lì.
C’è una ragione precisa
Se c’è una pietra sopra il cuore che pesa
Non è un fatto di moglie non è un fatto di figli
Non è quello che puoi pensare
Sto dalla parte dei ladri
Che stanno dentro perché l’hanno traditi
Che fanno finta che si sono pentiti
Però ci basta uno sguardo e già ci siamo capiti.
E siamo noi che abbiamo intorno a trentanni
Che abbiamo rubato l’Europa e l’America
Con le nostre mani
E siamo noi che quando riparte il treno
Ci riprendiamo la giacca ci mettiamo il cappello
E ci vediamo lì.
Sole che nasce e che muore
Su questa storia senza più parole
Che raccontiamo con presentimento
In un tramonto di fuoco senza un filo di vento
Verranno giorni di pioggia
Verranno giorni di malinconia
Tra gli aquilotti che hanno messo le piume
E queste navi in bottiglia scivolate via.
E siamo noi . . . . . ..
Grazie Mimmo, Valentino


E’ davvero un meraviglioso regalo ! Grazie a Lazionauta per averci fatto ritrovare Mimmo che è parte della nostra storia…. Ti aspettiamo Mimmo !!!!
Un abbraccio
Giulia
Grazie, condividiamo il pensiero!