Valerio Verbano. Una ferita ancora aperta
Giovedì 23 febbraio 2012 a Roma nella Casa della Memoria e della Storia c’è la presentazione del libro: “Valerio Verbano. Una ferita ancora aperta. Passione e morte di un militante comunista” di Marco Capoccetti Boccia (Castelvecchi Ed. 2011). Accadde a Roma il 22 febbraio del 1980. Tre individui armati e con il volto coperto da passamontagna si presentano al civico 114 di via Monte Bianco, l’appartamento in cui Valerio Verbano, militante di Autonomia Operaia appena diciannovenne, vive insieme ai genitori. Valerio apre la porta di casa sua alle 13 e 40 e viene immediatamente assalito. Ne nasce una colluttazione che ha termine con dei colpi di pistola. Uno raggiunge il giovane Verbano alla schiena perforandogli l’intestino. Valerio muore ma, da quella terribile data, sarebbero passati oltre trent’anni senza che al suo nome potesse essere collegato quello degli assassini. Un mistero terribile che Marco Capoccetti Boccia ricostruisce con dovizia di particolari: Valerio, prima di morire, stava indagando sul mondo dell’estrema destra romana e raccoglieva materiali che avrebbero dimostrato i legami tra l’eversione nera, gli ambienti della Banda della Magliana e gli stessi poteri pubblici, il tutto destinato a comporre un dossier che, evidentemente, costò la vita al comunista romano. Quello stesso incartamento, a suo tempo sequestrato dagli inquirenti, risulta scomparso dagli archivi del Tribunale di Roma. Sono questi gli attori principali presenti sulla scena del delitto: terroristi neri che, insieme a istituzioni incuranti se non complici, fanno della passione e della morte di Valerio Verbano un omicidio di Stato.
Introduzione a cura del Circolo Gianni Bosio. Relazioni a cura di MICHELE COLUCCI e GUIDO PANVINI, è presente l’autore
Iniziativa a cura del Circolo Gianni Bosio
Prosegue la mostra “IN MEMORIAM. AKTION T4 – LO STERMINIO NAZISTA DELLE PERSONE CON DISABILITÀ”. Documenti e fotografie in mostra per riportare l’attenzione del pubblico su una storia tanto dolorosa quanto rapidamente consegnata all’oblio: quella degli esperimenti di eugenetica che i nazisti condussero ai danni di malati psichici e portatori di handicap, a cominciare dai bambini, fra il 1934 e il ’45 con lo scopo di sopprimere i più deboli, coloro che non rientravano nei parametri di perfezione e produttività elaborati dalla logica nazista. Seguendo il percorso espositivo si comprende come l’Aktion T4 rappresenti in scala ridotta le “prove generali” per la messa a punto, nel senso anche burocratico del termine, dell’Olocausto.
La mostra si conclude il 6 marzo 2012. Iniziativa a cura di Anpi di Roma e del Lazio in collaborazione con l’Agenzia per la Vita Indipendente onlus
CASA DELLA MEMORIA E DELLA STORIA Via San Francesco di Sales, 5 (Trastevere) – 00165 Roma
dal Lunedì al Venerdì dalle ore 9,30 alle ore 20,00 – Sabato e Domenica chiuso
06/6876543 – 060608 INGRESSO LIBERO

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