Vallepietra

Valle delle pietre dal latino Vallis Petrarum” , per la posizione geografica (valle) e per le tante pietre calcaree; per alcuni studiosi Vallepietra è stata fondata da Nerone  
 
Tra Storia e Società                                 Comune in pillole
 

Araldo municipale

Nel cuore del Parco Naturale dei Monti Simbruini c’è questo piccolo quanto grazioso comune che deve il suo nome al lago artificiale voluto dall’Imperatore Nerone, per abbellire la sua villa sche si trovava nelle immediate vicinanze di Subiaco, come troviamo indicato nel codice del “Regesto Sublacense” dell’XI secolo, proprio in Vallis Petrae. Questa valle termina ai piedi della mastodontica parete rocciosa chiamata all’origine Petra Imperatoris, poi prese il nome di Vallis petrae per terminare così come la conosciamo oggi: Vallepietra. Al centro della stretta vallata, la famiglia di Peltro Caetani, nipote di Bonifacio VIII, eresse un palazzo baronale come sede estiva; di questo maestoso edificio possiamo ancora ammirare la Torre Civica ben visibile al centro dell’abitato,  mentre nella piazza principale (Piazza Italia) troviamo la Chiesa parrocchiale. Attrattiva importante del comune dal punto di vista storico è la Torre Civica (che è stata restaurata da poco) che merita qualche parola in più, anche perchè di forma quadrata alta circa venti metri e finisce con i merli, è il simbolo del Comune. Va ricordato che  in origine era nel centro del palazzo e serviva come estremo rifugio e difesa. Al suo interno la torre presenta dei 

piani che sono separati tra loro; c’è una sola finestra che guarda verso la piazza, mentre nei lati troviamo le solite feritoie di osservazione e difesa. Sotto i merli, nel lato che riguarda la Chiesa di San Francesco e in quello rivolto verso la Piazza Italia, troviamo i quadranti del nuovo orologio.

Torre dell'Orologio

Nella gita che lazionauta vi suggerisce di fare a Vallepietra, potete ammirare le due porte ovvero “La porta del Sole” che si apriva sulla strada per Roma e “La porta Napoletana” che si pone sulla via per Napoli; entrambe hanno lateralmente grosse cavità dove all’origine veniva inserita la trave per chiudere il borgo dall’interno. 

Museo Civico degli Ex-voto. 

 Il 22 luglio del 2000 è una data importante per Vallepietra perchè è stato inaugurato questo museo ricco di tanti oggetti di carattere liturgico-devozionale esposti per sollecitare la memoria dell’identità civile e religiosa del piccolo borgo sviluppatosi dal 1297 al 1670 attorno al Castello dei Caetani signori di Vallepietra, ma anche perchè raccoglie le testimonianze del fenomeno del pellegrinaggio verso il Santuario, situato in una ampia grotta naturale vicino alle sorgenti del Simbrivio, quindi sul versante meridionale del Monte Autore. Dovviamo ricordare però che questo Museo è aperto dal 1 maggio al 30 ottobre nei seguenti orari 16,00 – 19.00 ma è anche aperto su richiesta da novembre a aprile.  Infotel: 0774 – 899031

Il castello

L’intera zona che Lazionauta vi invita a visitare con sereno spirito di vacanza, ancora oggi è caratterizzata come polo di attrazione sulle strade della transumanza; i manufatti esposti, censiti e studiati da un punto di vista antropologico, sono della Parrocchia di San Giovanni Evangelista. Il percorso della visita si snoda in quattro stanze poste al piano terra dell’antico palazzo baronale, per il resto è stato distrutto dal terremoto del 1915

Demografia

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Per il decennio che va dal 1991 al 2001 nel censimento elaborato dall’Istat, il comune di Vallepietra ha registrato una contrazione tra i residenti del 5,53% che nel 1991 erano 398, per diventare 376 dopo 10 anni. Questo trend negativo purtroppo, sembra confermarsi anche per l’andamento del decennio successivo e spesso, l’assenza di occasioni di lavoro, non lascia molta speranza anche a chi vorrebbe proprio rimanere fisicamente nel proprio paese. Nel 2009 gli abitanti a Vallepietra erano 323 che, per la storia di questo comune, significa il numero minore in assoluto da quando l’Istat ha iniziato ad emettere le statistiche nel 1861.  In ogni caso bisogna sfatare il detto che nei comuni grandi c’è più vitalità che nei piccoli e proprio seguendo questo adagio ma per confutarlo, lazionauta vi invita a fare una gita a Vallepietra per arricchirvi di storia e di tradizione ma anche per ricordarvi i valori tipici del belvivere! 

Il Santuario della Santissima Trinità. Luogo di culto estremamente particolare questo dove si possono ammirare alcuni affreschi – benchè non proprio in ottime condizioni -; il più importante tra questi risale al XII secolo e rappresenta la SS. Trinità, dalla quale lo stesso santuario ne prende il nome. L’affresco si compone di tre figure identiche per atteggiamento, fisionomia ed espressione nella posizione della preghera mentre con la mano sinistra tengono aperto (in segno di lettura) il Vangelo: Questa rappresentazione è proprio da considerare unica nel suo genere perchè non ci sono altre simili nell’iconografia sacra ufficiale.       

Di grande suggestione ed interesse è il pellegrinaggio al Santuario
che si svolge la domenica dopo le Pentecoste

Gastronomia: i fagioloni di Vallepietra. Detti anche “Ciavattoni”, sono proprio una prelibatezza locale; prima di consumarli vanno messi a bagno per circa 10 ore, avendo cura ogni qualche ora di cambiare l’acqua; poi vanno sciacquati  e lessati a fuoco lento per circa un’ora in una pentola possibilmente di terracotta. Volendo si possono usare come contorno alle salsicce se conditi con un filo di olio di oliva extravergine e poi del sale, del pepe, del tonno e una costina di sedano e poca cipolla; oppure possono essere amalgamati alla minestra o ancora si possono usare per condire con il sugo la polenta!  Recentemente i “Ciavattoni” sono stati insigniti del marchio Comunitario D.O.P..

Vallepietra fa parte della 
 X Comunità Montana dell’Aniene

 Vallepietra fa parte del Parco Regionale dei Monti Simbruini 

  
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