Vicalvi
Di derivazione latina indica “Villaggio bianco” ovvero vicus (villaggio) e albus (bianco)
T ra Storia e Società Comune in pillole
Vicalvi è un piccolo grazioso comune arroccato su un monte a 700 metri circa sul livello del mare; nel centro del paese c’è una strada che costeggia il colle e dividendo su due lati le case, ma è il centro storico il cuore pulsante del comune dove troviamo un Castello edificato nell’XI secolo ed è visitabile solo facendone richiesta al comune. Su questo castello ci sono anche alcune dicerie (ma c’è anche chi le chiama leggende) legate alle cronache esoteriche per le visioni che si sarebbero avute proprio all’interno del maniero. Secondo queste voci, nel castello sarebbe apparso ripetutamente lo spirito di una ex-cortigiana di nome Aleandra Maddaloni, una donna che sarebbe vissuta nel castello nel XVIII secolo, facendosi particolarmente notare per aver fatto uccidere i giovani che seduceva, mentre il marito era lontano dal territorio. Il misfatto però non durò tanto tempo perchè proprio il marito la scoprì e la fece murare viva in una delle torri. La suggestione della vicenda, crea a tutt’oggi una particolare emozione che Lazionauta consiglia a tutti i suoi lettori di provare, anche visitando alcuni interessanti affreschi situati nelle stanze del piano terra dello stesso maniero. Appena fuori dalle mura del castello, c’è il vecchio borgo medievale ed una antica dimora nobiliare di epoca rinascimentale, oltre a diverse case ormai da tanto tempo disabitate e talvolta anche più o meno pericolanti come di fatto è la Chiesa di San Pietro. Nella piazza principale c’è la Chiesa Parrocchiale dedicata a San Giovanni Battista ed Evangelista e, poco distante, la biblioteca comunale (ex sede del Municipio) e la Piazza del Municipio, il vero centro cittadino tra le infrastrutture presenti nel comune, una tra le più importanti insieme alla scuola dell’infanzia e alla scuola primaria, al centro sociale, all’impianto sportivo polivalente e alla caserma dei carabinieri.
Una gita virtuale a Vicalvi
Nella parte più alta del comune c’è il Monte Morrone ( a 968 metri sul livello del mare) difficile da scalare se non si ha un buon allenamento e la voglia di essere amaliati dalla visione di Fossa Licia, una dolina (monumento di origine naturale) carsica con una superficie che rasenta i 10 ettari; istituito nel 1997 come “Monumento della Natura”, gli esperti lo considerano uno tra i più belli dell’Appennino centrale. La località di San Francesco è caratterizzata dalla presenza dell’omonimo Convento che ha ospitato il Santo di Assisi durante uno dei suoi viaggi; qui dentro sono custoditi con dovizia e attenzione diversi oggetti cari al Santo, come una parte del cappuccio di lana da indossato dal religioso, un pezzo di tavola che normalmente usava come guanciale e un crocifisso in legno di fronte al quale il Santo abitualmente rivolgeva le preghiere.
La Chiesa Parrocchiale dedicata a San Giovanni Battista ed Evangelista è in stile barocco, con notevoli affreschi sulla volta e un pulpito ligneo in stile barocco che merita proprio di essere visitata.
Nelle vicinanze del castello sono visibili anche i resti di mura ciclopiche che sono appartute ad insediamenti preromani, probabilmente relative ad una città sannita. E’ un vero peccato constatare e quindi denunciare alle cronache, lo stato di degrado del maniero che invece potrebbe rappresentare un vero e proprio museo (e quindi anche fonte di reddito per la cittadinanza tutta!) a cielo aperto, piuttosto che usare il castello con le sue due torri, nello stemma comunale.
Demografia
Il centro storico è ben conservato ed è in controtendenza rispetto al circondario; qui nei dieci anni che vanno dal 1991 al 2001, la popolazione ha fatto registrare un aumento molto vicino al 4,5 per cento, non rappresentando quindi una piaga sociale ma anche un buon punto di forza! Vicalvi ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 766 abitanti; nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione di 801 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 – 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al 4,57%, ed erano distribuiti in 319 nuclei familiari con una media per nucleo di 2,51 componenti. Certo è che anche i primi otto anni del nuovo millennio hanno favorito l’espansione demografica facendo registrare altri nuovi “clienti” al comune che ora conta poco meno di 9 cento abitanti, un vero e proprio successo da condividere con tutta la popolazione.
Vicalvi e San Francesco
Secondo una tradizione confermata anche da alcuni testi, nel 1222 San Francesco d’Assisi, dopo una breve sosta a Monte Cassino, giunse nella valle di Comino e vi si fermò per qualche tempo, fondando un convento a Vicalvi e un oratorio sulle rive del lago di Posta Fibreno. Nelle vicinanze di Vicalvi si trova l’incantevole Convento di San Francesco; immerso nella vegetazione di un bosco di querce e castagne, qui ci sono alcuni oggetti appartenuti alla quotidianità del Santo, come una parte del cappuccio di lana che indossava, un pezzo di tavola di legno che usava come cuscino e un crocifisso in legno al quale rivolgeva anche più volte al giorno le preghiere. La leggenda dice che proprio mentre pregava gli apparve un angelo con un ampolla in mano contenente acqua limpida, cosi come doveva essere il suo cuore immacolato. Il fascino di questo convento – anche se di natura prevalentemente spirituale -, è tangibile a chiunque. Il silenzio, la quiete, una fonte miracolosa, la presenza di alcuni oggetti personali del Santo, rapiscono l’anima e lo spirito per renderlo alla vita quotidiana più ricco e generoso verso gli altri.
Gastronomia: torroncini di pasta di mandorle
Ingredienti: 800 gr di zucchero, acqua, 1 kg di mandorle pelate, 1 bustina di vaniglia, 1 limone
Esecuzione: fare sciogliere a fuoco moderato in un polsonetto di rame 800 gr. di zucchero con due bicchieri di acqua. Poi aggiungere 1 kg di mandorle pelate e finemente tritate, una bustina di vaniglia e la buccia grattugiata di un limone. Girare continuamente il composto, sempre sul fuoco moderato, fin quando si stacchera’ dai bordi (circa 1 ora e piu’ di cottura). Allora spianarlo su di una tavola infarinata, tenendolo spesso 2 cm e mezzo. Lasciare raffredare, tagliare in pezzi di 10 cm x 3 cm e rivestire i torroncini, cosi ottenuti, con glassa di zucchero.






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