Villa San Giovanni in Tuscia

Il nome risale al 1961 e unisce “Villa” e San Giovanni Battista, il Santo patrono locale
Tra Storia e Società                                             Comune in pillole
 

  Villa San Giovanni in Tuscia è un grazioso comune (ultimo della provincia di Viterbo in ordine alfabetico, tra i comuni che hanno meno di duemila abitanti) che si trova a circa 20chilometri dal capoluogo. Il centro storico del paese si trova nel cuore di una vallata ricca di vegetazione con le fondamenta sui resti di una Villa Romana presumibilmente del III o IV secolo d.C., e l’abitato odierno si trova a 330 metri sul livello del mare, tra le colline di Poggio Aguzzo e Le Querciole “immerso” tra oliveti e boschi di cerro e castagno. Nell’antico borgo medievale sono caratteristiche le case senza intonaco con mura di pietra; mentre tanti monumenti importanti, andarono distrutti durante le diverse invasioni e saccheggi che il paese subì nei secoli, anche a causa della sua vicinanza con  la via Clodia e la Via Cassia, le due strade strategicache che mettevano a repentaglio la cittadina,  presa di mira continuamente dagli eserciti che andavano a Roma. Le incursioni che segnarono maggiormente la città furono quelle dei Longobardi di re Liutprando e di Federico II. Nel corso dei secoli San Giovanni fu sempre contesa tra le Signorie locali e la Chiesa e passò dai Di Vico agli Orsini e da questi ultimi agli Anguillara, fino a quando papa Pio II decise di concedere il feudo nella Camera Apostolica.Il territorio circostante è un’interessante museo a cielo aperto per quanti resti di insediamenti etruschi, ancora si riescono sia a vedere che a trovare scavando anche poco profondamente (… ma rigorosamente con le indispensabili autorizzazioni della Sovrintendenza ai Beni artistici e culturali di pertinenza). Un altro aspetto che testimonia antiche presenze in zona, sono riconducibili alla viabilità tra Blera e Villa San Giovanni in Tuscia che costituisce una struttura di imponente suggestione. Questa operara ricalca fedelmente le tipicità costruttive dell’Etruria rupestre, che va vista in un contesto storico-ambientale-paesistico che – come per magia - ha travalicato molti secoli, per giungere a noi conservata nei suoi aspetti migliori. Nei dintorni troviamo anche le particolari necropoli etrusche di “Ponton Graziolo” e del “Grottone”, che presentano anche tombe a camera con banchine e soffitto a doppio spiovente.

 

mentre Tuscia evoca gli Etruschi

 

 

 

La piazza principale

 

In ogni caso, fin dalle origini in quello che era l’allora “Borgo San Giovanni” e che molti storici - concordemente - fanno risalire all’anno 1400 circa, questa area fu oggetto di contesa e conquista da parte delle due famiglie più ricche dell’epoca che erano i Di Vico e gli Anguillara Orsini, alle quali si aggiunse poi anche la camera Apostolica. Le origini del paese come comunità organizzata, risalgono al XVI secolo quando Papa Leone X, in segno di riconoscenza per i numerosi servigi prestati alla Chiesa, concesse questi territori al condottiero Renzo da Ceri della famiglia Orsini – Anguillara i cui discendenti fondarono il Borgo di San Giovanni, in onore di un componente della famiglia stessa. Della stessa epoca a Villa San Giovanni in Tuscia si possono visitare  in Via delle Fortezze anche alcuni resti pavimentali con mosaici in bianco e nero, mentre da notizie d’archivio del 1882 si deduce qui anche la presenza di una cinta muraria di età romana, di cui resta ai giorni nostri un considerevole frammento che localmente viene comunemente denominato “la Torraccia”. Dopo essere stato per un breve periodo di tempo frazione di Blera, il Comune di Villa San Giovanni in Tuscia fu ripristinato nel 1945 con l’attuale denominazione autorizzata nel 1961 dal Presidente della Repubblica dell’epoca il Democristiano Giovanni Gronchi.

 

Tra le righe

 

Scorcio del paese

 

E’ proprio importante fare una visita di piacere a questo gioiellino di comune, patria in altri tempi di nobili popoli che hanno fatto la storia del nostro Paese; Lazionauta vi inviata quindi a trascorrere qui una bella e lunga giornata, non necessariamente nella confusione del fine settimana, per favorire la conoscenza migliore del paese e per fare del sano Ozio creativo, utile (se non indispensabile) per rigenerare la coscienza e la fantasia. Qui possiamo visitare la famosa Chiesa di San giovanni Battista, l’edificio religioso più grande di Villa San Giovanni, che fu eretto nel XVIII secolo grazie alle elemosine degli abitanti; dentro è possibile ammirare importanti opere realizzate nelle diverse epoche. I resti della Villa Romana è facile potyerli vedere ma anche ammirare perchè li troviamo al centro del paese, protetti da una copertura trasparente a tutela delle intemperie ma anche da atti vandalici. La Chiesa di Santa Maria è proprio importante da visitare per i suoi quattro altari barocchi (il più grande dei quali è stato recentemente pregevolmente stuccato) incastonati in una struttura che è del XVI secolo. Importante visitare anche il parco comunale che si trova vicino alla piazza centrale, a ridosso dei prati dove troviamo un’area attrezzata con i giochi per i più piccoli; ma questo nostro comune ci permette anche di fare una bella e sana passeggiata lungo i sentieri vicini al centro abitato. Qui possiamo ammirare con un solo sguardo una indescrivibile quanto fantastica sequenza di colori che sembrano indelebili anche alla notte! L’atmosfera diventa magica in particolare durante la sera innoltrata e lasciarla per tornare a casa, diventa veramente un problema!

 

 Demografia

 

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“Anno nuovo, vita nuova”, pardon… “Millennio nuovo, vita nuova” per Villa San Giovanni in Tuscia che con l’inizio del nuovo millennio capitalizza quanto ha investito mettendo tra i nuovi “clienti” all’anagrafe ben 150 nuovi concittadini. Un successo meritato per tutti i residenti in primis e per gli amministratori locali che, insieme, sono riusciti a conquistare stima, fiducia e simpatia da così tante persone: bravissimi! Questi sono i numeri che piaciono a Lazionauta, i numeri che crescono, che si muovono e che arricchiscono perchè – sembrerà strano ma… - è così che va il mondo! La terra si muove con la forza delle idee e con le persone che servono a mantenere la memoria storica di ciò che è accaduto per migliorarne la specie sotto tutti i punti di vista. Ed è proprio così che Villa San giovanni in Tuscia può vantarsi per mantenere viva la propria storia, facendosi (giustamente) anche vanto per i successi conseguiti. Sono quindi i concittadini (e più sono, meglio è) a rievocare i momenti salieti e rendere partecipe di ciò i turisti che vogliono capire ed imparare una storia diversa per crescere meglio. Non facciamo così anche noi tutti quando leggiamo un libro o un giornale (o meglio ancora quando leggiamo Lazionauta n.d.r.), non lo facciamo forse per migliorarci?  Evviva quindi ai sangiovannesi e complimenti!

 

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Lo statuto del comune
 
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