Viticuso
Il nome si riferisce all’aggettivo latino viticosus, ovvero “che produce viti”
Tra Storia e Società Comune in pillole
Viticuso è un grazioso centro agricolo costituito dai monaci di Monteccassino per rifornire l’Abbazia e le sue terre di generi alimentari, favoriti dalla presenza del lago Vitecusum un “lacus vettis clausus”, ovvero lago chiuso per le cime dei monti che lo circondano. Il primo insediamento abitativo è del 1003 (inizio del medioevo), ciò si rileva dalla data che trovamo scolpita su un lato della porta d’ingresso della chiesa di Sant’ Antonino; poi, nel 1007, i Conti di Venafro vi edificarono un castello, denominato “Vitesicum” che corrisponde al luogo dove ora c’è il paese che Lazionauta vi invita a visitare. Il castello fu distrutto e poi ricostruito dagli stessi signori di Venafro, mentre un elemento della famiglia ne regalò una parte a Montecassino; poi su questa scia di regalie, nel 1105 con un atto di donazione, fu ceduta complessivamente questa nobile ed importante residenza. Nel XII secolo vi furono gli scontri con i Conti D’Aquino e, nel 1114 furono costruite ulteriori mura e torri di fortificazione, che rimasero fino alla fine del Medioevo, aumentando sempre di più le difese di Viticuso.
Atttualmente purtroppo non abbiamo più tracce del castello, che è stato totalmente raso al suolo dalla seconda Guerra mondiale. Nel XVII secolo, per una lunga serie di eventi atroci come carestie e terremoti, il paese fu messo in ginocchio con un totale abbandono delle attività economiche e quindi poi anche demografico; la rinascita ci fu solo a partire dal secolo successivo; nel 1811, si costituì ufficialmente il comune di Viticuso con le due frazioni di Acquafondata e Casalcassinese; negli anni dopo con l’aumentare della povertà, proliferò il brigantaggio causando drasticamente gravi danni a tutto il territorio finchè nel 1861 si rese indispensabile un forte intervento del Governo italiano che iniziò una campagna di repressione del brigantaggio altrettanto cruenta e spietata.
Nel XVII secolo – con la ricostruzione della chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta – si ebbe uno sviluppo religioso molto interessante, mentre per un lungo periodo Viticuso è stato messo a dura prova sia dalle violente scorrerie del brigante Domenico Fuoco che dalle operazioni militari della seconda Guerra Mondiale, evento drammatico questo che lasciò in piedi solo una piccola parte dell’abitato.
Attualmente Viticuso è considerato dagli amanti del relax all’aria aperta, un gioiellino, ovvero un centro di benessere qualità che, grazie ai suoi suggestivi panorami, all’aria buona e alla gustosa gastronomia locale, bastano poche ore trascorse in questa area geografica per rigenerare nel migliore dei modi il corpo e lo spirito!
Demografia
Anche in questo comune la demografia langue, proponendoci annualmente un calo dei residenti infatti l’Istat nel censimento del 1991 ha censito 483 abitanti; dieci anni dopo, gli abitanti diventavano 428, indicando un calo demografico pari al all’11,39 % in meno, un dato questo che preoccupagli osservatori esterni che temono il progressivo impoverimento anche delle più nobili tradizioni culturali non più esercitate come una volta, per mancanza di risorse umane. Attendiamo di conoscere dall’Istat i dati del prossimo censimento mentre continuiamo a riflettere sulla popolazione censita che sappiamo essere distribuita in 194 nuclei familiari dove in ogni famiglia troviamo una media di 2,21 residenti.
Parco Eolico
In località Piani di Monte Maio a circa 1.234 metri s.l.m., in un paradiso arboreo di ineguagliabile bellezza (qui convivono faggi, carpini neri, ornielli e cerri) e faunistico (con lepri, fagiani, starne, caprioli e cinghiali) troviamo il Parco eolico, un impianto che non si concilia proprio benissimo con il panorama circostante visto che è come se si staccasse da quanto ora descritto, per mostrare in primo piano diversi impianti dotati di enormi pale per prelevare e trasformare il vento prima di trasformarla in energia da distribuire nelle case e nelle diverse attività produttive locali.
Come nelle migliori tradizioni, non poteva mancare una poesia dedicata al piatto forte della cucina locale. L’autore (al momento) è a noi sconosciuto ma ci farebbe piacere citarne il nome.
GL ’ ABBUOT P’ gl’fa: lavà bbon l’urella, può stienn gl’puann p’ gl’iarregn r’carn, r’ova, pr’sutt e r’animella sal’ e pep’, può z’abbitina e z’stregn. Urella e carn hantra ess’r’ainniegl’ e c’iadda mett’ agl’ e perd’zin; e se c’agghiugn n’ puok’
Viticuso fa parte della Comunità Montana Valle di Comino La mappa dei piccoli comuni della provincia di FrosinoneClicca qui per vedere Viticuso 




Nessun commento... Lascia per primo una risposta!